La riforma della Costituzione con Luigi Zanda

Qualche giorno fa il 20 Maggio ho avuto il piacere di assistere ad una conferenza in cui era presente il capogruppo PD al Senato della Repubblica Italiana: Luigi Zanda. Fra qualche mese andremo a votare su alcune modifiche della Costituzione e qualche dubbio ancora mi pervadeva e volevo eliminarlo anche se Lavinia Rivara su Repubblica del 15 Maggio aveva già contribuito in tal senso. Per chi ha avuto modo di vivere la riforma del titolo V della Costituzione introdotta nel 2001, approvata da una maggioranza risicata, per evitare la vittoria della destra e della Lega, è sicuramente un passo avanti; infatti questa nuova riforma si pone come obiettivo la riduzione delle competenze regionali e un aumento di quelle statali, ma gli enti territoriali saranno rappresentati nel nuovo Senato. Vengono eliminate le cosiddette materie concorrenti che hanno generato in questi 15 anni migliaia di ricorsi : La Consulta è stata chiamata a prendere migliaia di decisioni per dirimere i conflitti tra Stato e Regioni. 

Le materie concorrenti sono quelle dove , con la riforma del titolo V , sia lo Stato sia le Regioni – escluse quelle a Statuto Speciale - avevano competenze; la gran parte delle sentenze della Corte Costituzionale hanno di fatto ricondotto alla competenza dello Stato molte materie che erano concorrenti.

Pensare infatti che materie come la finanza pubblica, il sistema tributario, la protezione civile o l’energia ecc. potessero essere materie competenti e non esclusivi dello Stato – per non dire dell’Europa - è sicuramente assurdo.
Nel nuovo Senato entreranno 21 sindaci e 74 consiglieri regionali , “scelti dai Consigli con elezioni di secondo grado ma in conformità con la scelta dei cittadini. Nulla vieta che tra questi ci siano anche i governatori, ma dovranno appunto essere eletti”.
Infine vengono abolite e cancellate dalla Costituzione, le province al loro posto nascono gli “enti di area vasta” già previsti dalla legge del 2014.


Pietro Storniolo