Voti trasversali e maggioranze "creative" al Consiglio di Ragusa

Ogni nuova seduta del consiglio comunale di Ragusa vede il formarsi di inedite, strane e aleatorie maggioranze, o non maggioranze. L’ultima prova si è avuta nella riunione dei giorni scorsi in merito al voto per l’adesione al GAL ‘terra barocca’, organismo di promozione turistica in fase di costituzione su iniziativa del sindaco di Modica, Ignazio Abbate, e che ha trovato l’entusiastico appoggio da parte della amministrazione grillina ragusana, che invece aveva appena finito di dissociarsi dal distretto turistico degli Iblei e da quello del Sud Est. Un voto favorevole dei soli 13 consiglieri grillini presenti mentre si sono espressi contro i 5 consiglieri di Insieme, Elisa Marino, Maurizio Tumino, Peppe Lo Destro, Giorgio Mirabella e Angelo Laporta, il dem Giorgio Massari, astenuti invece le due consigliere del laboratorio 2.0 Sonia Migliore e Manuela Nicita, i due di Partecipiamo Mirella Castro e Giovanni Iacono e il democratico Mario D’Asta. E a proposito del voto e delle convulse fasi che lo hanno preceduto, c’è un durissimo commento proprio dei due consiglieri di Partecipiamo, che fanno rilevare come “la maggioranza in Consiglio Comunale è di 16 voti e, pertanto, è chiaro alle persone, intellettualmente oneste, che il movimento 5 stelle non ha maggioranza e quindi non è in grado di votarsi nessun atto e il GAL si è votato perchè l'opposizione ha 'responsabilmente' mantenuto il numero legale”. Quindi Iacono e la Castro lamentano anche che “il Consiglio Comunale è stato mortificato per la discussione di questo importante atto che è stato inserito, 'fuori sacco' rispetto all'ordine del giorno concordato in conferenza capigruppo e in una altrettanto commissione convocata d'urgenza nella mattinata stessa. In poche ore si è voluta 'liquidare' ogni valutazione su un atto importante. Aggiungiamo inoltre che basta rivedere le dinamiche d'aula per rendersi conto che si stava svolgendo la prima votazione sull'atto senza che i 5 stelle avessero numeri superiori alle opposizioni e solo per una sospensione di approfondimento e la sopraggiunta assenza di due consiglieri dell'opposizione l'atto è stato approvato”. I due esponenti di Partecipiamo poi entrano nel merito dell’adesione al Gal e affermano “in aula si sono sviluppate, nel pochissimo tempo a disposizione, tutta una serie di argomentazioni tese a dimostrare come uno strumento di sviluppo locale che è di natura 'partecipativa' a termini di norma istitutiva sia stato messo su nel peggiore dei modi e senza una analisi delle esigenze di sviluppo e delle potenzialità del territorio, compresa una analisi dei punti di forza e di debolezza, senza un piano di azione e, soprattutto, senza tenere conto di quanto previsto nelle direttive europee per i GAL che devono essere costituiti con una" procedura di selezione trasparente e non discriminatoria e criteri oggettivi di selezione delle operazioni che evitino conflitti di interessi". In tale contesto argomentativo abbiamo detto, in aula, che come Partecipiamo siamo stati i primi, a fine anno 2015, ad avviare l'idea di costituire un GAL con capofila Ragusa e su questa idea si aveva anche avuta la piena condivisione con gli amministratori di Modica e quindi ci siamo stupiti nel vedere nell'atto che questa parte come altre parti sostanziali erano diverse. Poi leggendo i verbali ci siamo resi conto dell'estrema marginalità e dilettantismo avuta dal comune di Ragusa perchè tutto è stato gestito ed è gestito da due professionisti e da imprese precostituite. Del capogruppo Brugaletta e dei '5 stelle', in tutto ciò che si è fatto, non vi sono neanche lontanamente le tracce. E’ stata l'assenza del Comune di Ragusa che, dal nostro punto di vista, ha prodotto un atto e un iter sbagliato Questo è un fatto politico, chiaro e trasparente che abbiamo sinteticamente cercato di argomentare in aula e non c'entrano quindi nulla le gravissime affermazioni sull' 'astio ' nei confronti di altri comuni che non ci appartengono e che rigettiamo sdegnosamente al mittente, Noi abbiamo lavorato, da sempre, affinchè vi fosse unità fra tutti i comuni della provincia di Ragusa ed abbiamo operato affinchè vi fosse anche l'allargamento dei Comuni facenti parte della provincia”. Ma la bordata più pesante Giovanni Iacono e Mirella Castro la riservano “al consigliere Brugaletta aduso a mistificare i fatti evidenti (v. accordi per la presidenza consiglio, odg sulla versalis rinnegato dopo 3 giorni e queste assurde e gravi affermazioni sul gal)” e pertanto invitano “il gruppo 5 stelle ad effettuare presto il consueto ricambio per manifesta incapacità di Brugaletta a svolgere il ruolo delicato di capogruppo consiliare perchè continuando così fa male a se stesso e a chi dovrebbe rappresentare”. Non meno duro il commento del gruppo Insieme, che accusa il movimento 5 stelle “di distrarre l'attenzione della comunità ragusana dall'inadeguatezza del Sindaco Piccitto e dei suoi assessori raccontando di avere raggiunto, in seduta di consiglio comunale, risultati straordinari nell'avere approvato l'adesione al Gal Terra Barocca, addirittura millantano la possibilità per la città di Ragusa di potere usufruire di sei milioni di euro da destinare all'agricoltura, all'artigianato ed al terziario, ma anche al turismo ed ai servizi socio-culturali, secondo i principi dello sviluppo sostenibile”. Piuttosto, secondo i consiglieri Tumino, Laporta, Mirabella, Lo Destro e Marino, quello del Gal terra barocca “è un progetto sul quale il comune di Ragusa ha recitato un ruolo assolutamente marginale rispetto all'intero partenariato istituzionale non riuscendo ad incidere in verità sul nulla limitandosi a fare da zerbino ai desiderata del sindaco di Modica. Il comune di Ragusa avrebbe potuto, mostrando capacità pianificatoria, mettere insieme attorno ad un progetto vero di sviluppo sostenibile le migliori realtà imprenditoriali e territoriali. Invece nulla di tutto questo: la notizia è stata riservata ai pochi, forse agli amici degli amici disattendendo, di fatto, i principi di trasparenza che dovrebbe muovere una buona amministrazione”. Infine la conclusione di Insieme “è tempo di fare cose serie: il sindaco Piccitto e la sua maggioranza prenda consapevolezza della situazione che si è venuta a creare in aula e soprattutto in città e provi, se ne è capace, a correggere il tiro altrimenti tolga il disturbo e consenta di restituire Ragusa ai ragusani”. Dalle parole di Insieme emerge probabilmente il disappunto per la breve durata dell’idillio consiliare con il gruppo grillino, idillio che aveva consentito l’elezione di Antonio Tringali alla presidenza del consiglio comunale e l’adozione del maxi-emendamento di Maurizio Tumino sull’utilizzo dei fondi derivanti dalla tassa di soggiorno, con cui era stato stravolto il piano finanziario presentato dall’assessore Stefano Martorana. (da.di.)