Sicilia, Munafò sul faro Santacroce di Augusta

"Ancora tutto fermo sulla depurazione delle acque di Augusta". A parlare è il segretario territoriale generale della Uil Stefano Munafò che torna sull’annosa questione che oramai vede protagonista in negativo il Comune megarese da decenni, alla luce di un recente intervento del Circolo del Partito Democratico di Augusta. "Il locale Pd  - commenta Munafò -ha stigmatizzato l’assenza, durante un recente incontro organizzato per venire a capo della questione, del commissario governativo Vania Contraffatto e, come ribadito anche dai vertici del partito, anche Munafò ha sottolineato “la scarsa considerazione del Commissario per una vicenda che si trascina da troppi anni”. Durante questo incontro c’è stata anche una richiesta precisa alla Magistratura, affinché fossero partite le dovute indagini al fine di individuare eventuali responsabili “che costringono ancora oggi Augusta a non poter godere del proprio mare, auspicando una più decisa e determinata azione dell’Amministrazione comunale”. Ma è proprio alla politica locale, regionale e nazionale, a cui si è ancora una volta rivolto il segretario generale territoriale della Uil Stefano Munafò, alla luce anche di un recente provvedimento del sindaco di Augusta che vieta l’ingresso con le auto al Faro Santacroce ad eccezione di soli 50 mezzi: “Gli abitanti di Augusta hanno già avviato una raccolta di firme – ha detto Munafò – perché è inammissibile vietare il transito delle auto solo perché quello è l’unico accesso al mare della città. Perché non si pensa invece a fare qualcosa per depurare tutto il resto e quindi rendere fruibile il mare nella sua interezza? Non è vietando un accesso e mettendo a disposizione una navetta che si risolvono i problemi. Il vero problema – ha concluso Munafò – è semmai questo rimpallo di responsabilità fra le amministrazioni che va avanti da 26 anni e che sinora ha privato gli augustani e non solo di un bene così grande”.