Ragusa, speciale accoglienza per la Madonna della Medaglia

In occasione della festa della mamma, domenica 8 maggio, a Ragusa si è celebrata la Maria Santissima della Medaglia. La celebrazione tenutasi domenica pomeriggio dinanzi all’ospedale Civile di Ragusa dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute ha assunto un significato speciale. Dalla cattedrale, infatti, è arrivato in processione il simulacro della Vergine. Ad accoglierlo i componenti della cappellania ospedaliera e i volontari dell’Avo. E’ stato predisposto uno speciale omaggio floreale in onore alla Madonna, curato dai volontari. Subito dopo, è stato declamato l’inno alla Virgo fidelis. L’Arma dei carabinieri, la cui sede del comando provinciale insiste proprio in piazza Caduti di Nassirya dove l’accoglienza è stata concretizzata, ha voluto in questo modo partecipare allo speciale momento. Ma la fase più emozionante e carica di significati è stata quella della preghiera rivolta agli ammalati. Il simulacro è stato collocato nel giardino dell’ospedale. Qui sono stati lanciati in cielo dei palloncini di colore bianco e di colore azzurro, distintivi della Madonna. Poi, il momento di preghiera a favore degli ammalati animato dalla cappellania ospedaliera, dai volontari dell’Avo e dell’Unitalsi. Parole che sgorgavano dal cuore quelle che sono arrivate da don Giorgio Occhipinti, direttore dell’Ufficio diocesano, oltre che dai volontari. “Ci tenevamo – dice don Occhipinti – a manifestare in maniera concreta, come facciamo ogni anno, la nostra presenza agli ammalati. Molti dei quali si sono affacciati dalle finestre per rendere onore alla Vergine e per raccomandarvisi ai fini di una pronta guarigione. Il fatto, poi, che l’accoglienza sia stata fatta proprio in una giornata particolare come quella di ieri, ci ha consentito di mandare un augurio speciale a tutte le mamme non dimenticando che la Madonna è la mamma di noi tutti”. A guidare la processione il parroco della Cattedrale, don Gino Alessi. Medaglia miracolosa (o medaglia della Madonna delle Grazie, o medaglia dell'Immacolata) è il nome che la tradizione devozionale cattolica ha dato alla medaglia realizzata in seguito ai fatti del 1830 in rue du Bac,140, a Parigi, che ebbero per protagonista santa Caterina Labouré, novizia nel convento delle figlie della carità di San Vincenzo de' Paoli, la quale riferì di aver avuto delle apparizioni della Madonna. Gregorio XVI e Pio IX hanno fatto uso dell'effigie. Secondo quanto riferito da suor Labouré, la medaglia sarebbe stata coniata dietro ordine esplicito della Madonna, dato durante la seconda apparizione (27 novembre 1830), come segno di amore, pegno di protezione e sorgente di grazia.