Celebrato a Modica il Giubileo dei Giornalisti di Sicilia

Celebrato, ieri mattina, in occasione della 50esima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, nella casa Don Puglisi, una delle tre Porte Sacre della città, il Giubileo dei Giornalisti di Sicilia. L’evento è stato organizzato dall’Ufficio regionale per la Cultura e le Comunicazioni sociali della Conferenza episcopale siciliana, in collaborazione con gli uffici delle Comunicazioni sociali delle diocesi di Noto, Ragusa e dell’Arcidiocesi di Siracusa, con la Federazione Nazionale della Stampa Italiana delegazione della Sicilia, dell’Ucsi, Unione cattolica della Stampa Italiana, sezione Sicilia, dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. In occasione dell’importante celebrazione è stato organizzato anche un evento formativo “Comunicare per condividere, ascoltare e accogliere al tempo di Francesco” per i giornalisti. L’incontro formativo, dopo i saluti di don Giuseppe Rabita, direttore dell’Ufficio per la Cultura e le Comunicazioni Sociali della C.E.Si., di Giuseppe Vecchio, delegato regionale Fisc, Federazione Italiana settimanali cattolici, Domenico Interdonato, Presidente Ucsi Sicilia, Riccardo Arena, presidente Ordine dei Giornalisti di Sicilia, e del sindaco Ignazio Abbate, è stato tenuto da mons. Maurizio Aliotta, presidente dell’Istituto “San Paolo” di Catania e da Maurilio Assenza, presidente Fondazione comunità “Val di Noto”. Monsignor Aliotta ha parlato della diversità della comunicazione evidenziando la differenza tra quella data dal giornalista e quella che invece fanno tutti quotidianamente condividendo momenti di vita. Maurilio Assenza ha raccontato della storia della Casa Don Puglisi e il lavoro che è stato fatto in questi anni. “Questa è la Porta Santa della città – ha detto Assenza – dedicata a don Puglisi che qui è vivo, non come reliquia, ma come un’ispirazione che si incarna in modo nuovo e creativo nella nostra vita. Questa porta santa ha molto da comunicare, come ogni Porta Santa della vita. Voi giornalisti dovete ascoltare per poter meglio comprendere una solidarietà generata da cammini pazienti e da presenze silenziose e raccontare per generare prossimità”. Subito dopo il vescovo di Noto, Antonio Staglianò assieme a don Giuseppe Rabita, ha celebrato la funzione religiosa. Una funzione che subito dopo la lettura della lettera di San Paolo da parte di don Rabita, ha avuto come principale argomento l’importanza della comunicazione. “Il giornalista – ha detto Staglianò – svolge un lavoro fondamentale per la società. Un giornalista per scrivere la verità dei fatti deve prima di tutto sentirla dentro nell’anima. Chi ha l’anima libera può trasmettere una giusta e vera comunicazione”. La celebrazione eucaristica si è conclusa con la lettura della preghiera del giornalista tenuta dal presidente dell’Ucsi Sicilia, Domenico Interdonato. "O Maria, la tua giovane vita è stata segnata da una notizia impensata e impensabile, che è divenuta la buona notizia per tutta l'umanità. Tu hai provato l'emozione e il turbamento che tutti sentiamo di fronte agli eventi. Sei capace di dare ospitalità a Dio nella tua casa. O Maria, anche noi giornalisti siamo chiamati a dare notizie che possono costruire o distruggere, orientare o disorientare, rendere felici o infelici. Aiutaci, o Maria, a raccontare sempre la verità con lo stile sapiente della carità per allargare la casa della speranza. O maria, la tua libertà è stata un raggio di luce, che si è piegato solatanto davanti a Dio, perchè Dio è il senso e lo scopo della libertà. Donna delle bella notizia, aiuta noi giornalisti a non vender mai la nostra libertà al calcolo dell'interesse o del potere, affinchè diamo acqua pulita alla gente che desidera costruire un mondo migliore".