L’Europa a pezzi…con un pò di luce

Gli ultimi risultati delle elezioni in Austria sono stati definiti come segnali di una destabilizzazione in atto e che si può allargare in tutto il continente europeo. Il prossimo appuntamento elettorale vedrà l’Inghilterra alle prese con la consultazione sulla permanenza o meno nell’Unione Europea con tutte le possibili conseguente che da ciò potrà derivare.
Anche Obama vede pericoli in una decisione che possa allontanare l’unità europea ed in questi giorni di fine aprile sta attraversando l’Europa per scongiurare un possibile nefasto risultato che vedrebbe indebolita la strategia globale americana e con essa le lotte all’inquinamento dell’atmosfera, la lotta al terrorismo e la questione immigrazione e le energie rinnovabili.
E’ pur vero che i governi dell’Unione Europea hanno difficoltà a marciare uniti ed in ogni occasione emergono differenze sostanziali, anche se ogni tanto qualche spiraglio comincia ad intravedersi. Infatti proprio il nostro governo si è fatto promotore di una proposta che potrebbe diventare un primo reale passo verso una nuova architettura europea.
“Il primo di questi passi è stato il dichiarato appoggio da lui (Renzi) dato alla creazione di un ministro del Tesoro unico, installato nell’Europa con i poteri inerenti ad ogni ministro del Tesoro: un bilancio sovrano, un debito sovrano, l’emissione di bond, una politica d’incentivazione degli investimenti pubblici e privati dell’Eurozona, con la responsabilità inerenti a poteri del genere”. Ci dice Scalfari il 24 aprile su Repubblica.
Ma il problema che sembra più grave per l’Europa è relativo alla grande massa di immigrati che arrivano continuamente da più parti. Ed infatti è stato predisposto un documento programmatico che porta il nome di Migration Compact che propone non solo il pieno ripristino del Patto di Schengen sull’abolizione dei confini intraeuropei, ma anche una politica comune europea sulla gestione dell’immigrazione provenienti dall’Africa sub-equatoriale, con l’obiettivo di trattenere gli emigranti nei Paesi d’origine.
“una serie finale di campi sulla costiera mediterranea con l’obiettivo di impedire ogni imbarco verso le coste europee, ma al tempo stesso di sottrarre quei migranti alla schiavitù cui sono attualmente sottoposti ospitandoli degnamente. Insomma, bonificare socialmente ed economicamente i Paesi africani con investimenti adeguati europei. Questo ambizioso progetto presuppone un’Europa unita che dovrebbe assumere in futuro un ruolo euro-africano che ci compete per geografia e per storia, non più coloniale ma di civiltà, cultura, economia.”

Pietro Storniolo