Modica, Consiglio approva Tasi Tari e Imu

Approvati a maggioranza dopo una seduta di cinque ore, i sei punti relativi alle aliquote di tributi e tasse le cui delibere andavano adottate perentoriamente entro il 30 aprile 2016 atteso i dati contabili sono propedeutici alla formazione del bilancio di previsione 2016 la cui scadenza, prevista dalle norme, è stata fissata al 30 aprile 2016.
Presenti sedici consiglieri il civico consesso si apre con un intervento del consigliere Piero Covato il quale chiede l’anticipazione dei punti aggiuntivi atteso che il termine del 30 aprile p.v. è perentorio per d’adozione delle delibere.
Il sindaco chiede e ottiene cinque minuti di sospensione per motivi di carattere istituzionale urgenti.
Alla ripresa dei lavori sono presenti diciannove consiglieri.
D’Antona rispetto alla proposta del consigliere Covato non capisce perché si devono anticipare i punti atteso che vanno discusse le interrogazioni e la mozione del consigliere Tato Cavallino per cui si segue l’ordine del giorno.
La richiesta della maggioranza è posta ai voti che ottiene tredici voti favorevoli e sette contrari. Si anticipano i punti aggiunti.
Il consigliere Concetto Puccia chiede lumi sulla tempistica relativa alla consegna dei punti che devono essere trattati dai consiglieri. Il segretario generale replica sostenendo che la tempistica degli atti di oggi fa riferimento il termine perentorio di adozione degli atti che è del 30 aprile 2016.
La PO dei Tributi Giovanni Blanco ritiene indubitabile che ci sia stato un ritardo e si assume la responsabilità atteso il sovraccarico di lavoro a cui è stato sottoposto l’ufficio che non gli ha consentito di essere più celere. Comunque si riserva una risposta scritta all’ufficio di presidenza e ai consiglieri sulla questione.
Il consigliere Puccia prende atto che il regolamento comunale non è rispettato facendo riferimento all’approvazione del bilancio di previsione 2016.
Il consigliere Vito D’Antona ritiene che sui ritardi ci sia una responsabilità non della PO, al quale esprime la sua solidarietà, ma della politica. Quando in campagna elettorale si assumono impegni programmatici precisi bisogna essere consequenziali. Uno che si candida deve conoscere la macchina del comune; la madre di tutte le questioni è quella finanziaria e cosa più grave il tentativo di scaricare tutto sulla PO. La verità è che quest’amministrazione ha smantellato l’ufficio ragioneria. Le aliquote dei tributi vanno approvate entro il 30 aprile perché sono propedeutiche al bilancio di previsione 2016 e di questo non c’è traccia, come di quello del 2015 e del conto consuntivo 2015
Il consigliere Piero Covato ritiene che il consigliere D’Antona si sta avviando su se stesso rilevando che il regolamento è stato rispettato e che l’atto portato in consiglio è completo nel suo percorso amministrativo.
Il presidente Garaffa sottolinea che i tempi non sono stati rispettati come ha avuto modo di scrivere.
Si passa alla discussione della proposta di deliberazione avente per oggetto” istituzione del canone di concessione non ricognitorio e approvazione del relativo regolamento”.
Relaziona la PO dei tributi rag. Giovanni Blanco sostenendo che chi gode di un suolo pubblico ha un profitto e quindi va pagato attraverso un canone. La tassa, si chiama Tosap, riguarda aziende fornitrici di pubblici servizi e non quelle locali.
La concessione non ricognitoria riguarda il pagamento di un canone concessorio riguardante: le occupazioni dei tratti di strada, quindi suolo, sottosuolo e del soprassuolo stradale, per il quale l’ente esercita la potestà autorizzatoria; le occupazioni di aree privare gravate da servitù di uso pubblico, le occupazioni realizzate al di fuori della sede stradale che sono,comunque, considerate come effettuate entro i limiti delle fasce di rispetto stradale.
L’entità del pagamento riguarda diversi indici legati al metraggio, al tempo di uso e alla tipologia di strade.
Il consigliere Piero Covato sottolinea che il tributo grava sull’impresa di pubblici servizi come quota del profitto di cui benefici per il servizio reso e non sul cittadino.
Il consigliere Concetto Puccia pone la questione di una ricaduta di aumento di una tassazione a carico dei cittadini a motivo di una decisione delle imprese fornitrici pubblici servizi per il pagamento del canone di concessione non ricognitorio.
Il consigliere Vito D’Antona propone di dividere le due cose e stabilire un paletto nel senso che la tassa andrebbe gravata solo sulle aziende nazionali e non su quelle locali.
Il consigliere Carmelo Cerruto chiede se le insegne pubblicitarie ricadono sul canone ricognitorio. La Po sostiene di no.
Il consigliere Tato Cavallino ritiene che si sta avvitando su se stessi nel senso che non è un tributo locale; si tratta di un aspetto del libero mercato che riguarda la concessione di servizi pubblici.
Il consigliere Carmelo Cerruto propone che la concessione riguardi solo i servizi non agli accessori come tabelle pubblicitarie, transenne etc. che la legge di riferimento prevede.
Il consigliere Giovanni Scucces propone di chiarire che il cittadino che deve allacciarsi ad un servizio pubblico ha già pagato gli oneri concessori e quindi andrebbe specificato che è esente, per non creare confusione.
Viene chiesta una sospensione di cinque minuti della seduta.
Alla ripresa dei lavori sono presenti venti consiglieri.
Un emendamento a firma dei consiglieri Giovanni Scucces, Vito D’Antona, Concetto Puccia, Giovanni Spadaro, Carmelo Cerruto, Michele Polino, per introdurre al comma 1 dell’art 5 del regolamento “ concessionario esclusivamente erogatore di pubblico servizio nazionale”.
L’emendamento viene respinto con 14 voti contrari e sette favorevoli
Su questo emendamento c’è il parere non favorevole della PO. I proponenti ritengono superato il parere della PO in quanto non sussiste alcuna disparità di trattamento tra aziende ed è facilmente individuabile il titolare della concessione soggetto passivo dell’imposta.
Un altro emendamento al comma 1 dell’art 5 del regolamento che cita “Concessionario erogatorio di pubblico servizio” presentato da quindici consiglieri di maggioranza
L’emendamento viene approvato con 14 voti favorevoli, sei astenuti e uno contrario.
Il regolamento e l’istituzione del canone di concessione non ricognitorio viene approvato con 14 favorevoli, due voti contrari e cinque astenuti.
La delibera viene dotata di immediata esecutività con tredici voti favorevoli, uno contrario e cinque astenuti.
L’assessore Enzo Giannone sulle modifiche del regolamento per l’applicazione dell’imposta unica comunale (IUC) a valere dal 1° gennaio 2016 riferisce che sono state introdotte alcune novità sulla scorta della nuova normativa nazionale.
Il consigliere Vito D’Antona chiede cosa di autonomo si inserisce nel regolamento e propone una rateizzazione lunga che sarebbe fonte di una diminuzione dell’evasione e dell’elusione.
La PO riferisce gli abbattimenti previsti dalla nuova normativa che sono stati inseriti nel regolamento.
La delibera relativa alla modifica del regolamento comunale per l’applicazione dell’imposta unica comunale a valere dal 1° gennaio 2016 viene approvata con 14 voti favorevoli e cinque astenuti.
La delibera viene, con la stessa votazione, dotata della immediata esecutività.
Si passa alla delibera sull’imposta unica comunale (IUC), componente tassa sui servizi indivisibili (TASI) la determinazione delle aliquote per l’anno 2016 è limitata, spiega l’assessore Giannone, ai proprietari della seconda casa e case di lusso (ville, castelli, dimore storiche).
Il consigliere Vito D’Antona sottolinea che ci sono comuni che la Tasi non la applicano. L’opposizione rispetto al fatto di non introdurla due anni fa non è stata ascoltata. Oggi il governo nazionale ha deciso che la Tasi non va applicata alla prima casa. Sull’aliquota non si capisce perché si debba confermare l’1,85 per mille assieme allo 0,86 per mille dell’IMU porta al 10,45 per mille cioè una tassazione tra le più alta della provincia e si riferisce al 2015. Gli altri comuni hanno previsto delle esenzioni e delle riduzioni per attenuare l’impatto tributario. E’ dell’idea, nonostante l’assenza del bilancio di previsione 2016, che bisogna diminuire l’aliquota dell’ 1,85 per mille.
Il sindaco Ignazio Abbate rileva che in questo momento si è fatto lo sforzo di lasciare le aliquote invariate rispetto ai tagli del governo nazionale (176mila euro in meno sul fondo di solidarietà). Bisogna prendere atto che l’amministrazione non intende aumentare le tasse, pesando sulle difficoltà dei cittadini, nonostante lo Stato taglia ancora i trasferimenti.
Viene presentato un’ emendamento a firma dei consiglieri Vito D’Antona, Giovanni Spadaro e Carmelo Cerruto che propone una riduzione dall’1,85 all’1 per mille sulla tassa dei servizi indivisibili (Tasi).
La PO sull’emendamento esprime parere non favorevole in quanto la diminuzione si ha un gettito inferiore, circa un milione di euro, non sostenibile atteso il minor gettito dello Stato.
Il consigliere Carmelo Cerruto contesta la scelta in quanto il minor gettito deve essere coperto da una minore spesa.
Il consigliere Piero Covato denuncia uno squilibrio tra entrata e spesa perché nell’emendamento non è citato dove si recuperano le somme in meno.
I proponenti motivano, per superare il parere non favorevole, la scelta sostenendo una riduzione dell’aliquota all’1per mille. Il recupero del mancato gettito va operato con una riduzione della spesa atteso. Ma visto che non si è in possesso del bilancio di previsione 2016 questo non può essere definito. Per tale ragione i proponenti voteranno favorevolmente l’emendamento.
L’emendamento viene respinto con 13 contrari e 5 voti favorevoli.
La proposta di delibera sulla IUC viene approvata con 13 voti favorevoli e cinque voti contrari.
La delibera ottiene la immediata esecutività con tredici voti favorevoli e cinque astenuti.
Sul punto approvato, il vice presidente Michele Polino dichiara che per la riduzione dei trasferimenti dello Stato questo sindaco e questa amministrazione hanno aumentato le tasse.
Si passa alla delibera relativa all’approvazione del piano degli interventi delle categorie tariffarie per l’applicazione della TARI per il 2016. La PO illustra il punto e il consigliere Vito D’Antona chiede i dettagli. Si registra un aumento del trasporto, sul trattamento riciclo, sullo spazzamento, sui costi di gestione, sulle spese degli uffici tributari.
Il costo previsto è di 10.440.000,00 di euro (2016) rispetto agli 8.858.000,00 di euro (2015).
Il consigliere Vito D’Antona chiede spiegazioni sull’aumento del costo. La PO, Giovanni Blanco, indica le voci di aumento dei costi relativi ai servizi per l’anno in corso.
L’assessore Enzo Giannone sostiene che la PO dell’ecologia, ing. Carmelo De Naro, ha riferito in commissione l’elenco degli aumenti dei costi. La ditta si è rivolta al TAR condannando il comune, sulla scorta dei riconoscimenti degli indici ISTAT, di adeguare dei prezzi che la ditta ha valutato in 140mila euro su base mensile. L’ente sostiene una cifra diversa ovvero 40mila euro al mese da riconoscere dal novembre del 2015, da quando cioè stata emanata la sentenza. Altri aumenti riguardano l’adeguamento dei prezzi.
Il consigliere Carmelo Cerruto si chiede del come mai non si è fatto un accantonamento al fine di non aumentare il peso tassativo al contribuente che oggi si ritrova questo carico aggiuntivo.
Il sindaco nella replica dice che quello che si paga oggi è di sei mila euro in meno rispetto al 2012. L’amministrazione ha fatto una verifica dei conti. Nelle ordinanze urgenti e contingenti fatte negli anni non erano compresi gli aumenti. La sentenza del TAR impone il pagamento di una tassazione inferiore al 2013 e questa situazione permane perché l’ente ha aperto un contenzioso con l’impresa che gestisce il servizio. Gli aumenti si registrano perché è lo Stato che aumenta gli indici per questo tipi di servizio secondo gli valori canonici (costo del lavoro, costo della vita etc).
Auspica una rapida conclusione della gara dell’appalto che L’UREGA di Ragusa sta svolgendo con la solita lentezza.
Il consigliere Vito D’Antona sottolinea che ci sono dubbi che non sono stati sciolti visto che è stato richiamato il settore ecologia. Non è stato messo in condizione di capire da quale data parte l’aumento del costo: la PO dell’ecologia ne dice una, il legale dell’ente un’altra.
C’è dunque un aumento del costo del servizio del 17 per cento non spiegabile.
Chiede il rinvio del punto atteso che il bilancio di previsione 2016 non è pronto e quindi si può adottare il documento finanziario e poi una variazione di bilancio. Se non si può fare non è un problema suo. E’ necessario che tutti gli attori che hanno redatto le carte devono essere presenti alla discussione.
Il consigliere Luigi Giarratana riferisce che l’aumento di un milione di euro la PO dell’ecologia in commissione l’ha ampiamente spiegato e quindi non ci sono ombre.
Il consigliere Giovanni Spadaro nutre perplessità sull’argomento e in particolare sui dettagli della sentenza che cita un adeguamento di 140mila euro al mese rispetto ai 40mila euro con cui replica l’ufficio per non parlare poi dalla data di inizio del pagamento dell’aumento.
Il sindaco replica sostenendo che le due ordinanze non sono state accolte dalle ditta e quindi ha accettato i 40mila euro che sono la sommatoria delle percentuali di aumento dalla prima ordinanza.
Il contendere si basa oggi dal credito che il comune vanta nei suoi confronti rispetto sempre alla prima ordinanza. Questa somma, circa 1.763.000,00 di euro nei fatti compensa quanto richiesto su una somma peraltro che la ditta aveva già avuto. Questo è ormai un dato pacifico e quindi non c’è contendere con la ditta.
Il consigliere Carmelo Cerruto motiva il rinvio del punto per un approfondimento sulle carte che riportano i conteggi e votare così serenamente l’atto. Invita la maggioranza a riflettere sulla proposta.
Viene messa ai voti la richiesta di rinvio con quattro voti favorevoli, due voti contrari e undici favorevoli non passa la proposta del rinvio.
Il gruppo del PD annuncia il voto contrario alla delibera.
La delibera sull’approvazione del piano degli interventi delle categorie tariffarie e delle tariffe per l’applicazione TARI – 2016- viene approvata con 13 voti favorevoli e tre voti contrari.
La delibera viene dotata della immediata esecutività con quattro astenuti e tredici voti favorevoli.
Si passa al punto relativo all’approvazione delle aliquote e delle detrazioni per l’applicazione dell’IMU per l’anno 2016.
La delibera viene votata con 13 voti favorevoli, uno contrario e tre astenuti.
La delibera viene dotata dell’ immediata esecutività con tredici favorevoli e quattro astenuti.
Il consiglio affronta la delibera relativa all’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche. Determinazione per l’anno 2016 dell’aliquota e della soglia di esenzione.
L’aliquota è dello 0,8 per cento.
Dopo una sospensione la seduta riprende con17 consiglieri presenti.
Il consigliere Vito D’Antona propone di rimodulare la soglia di esenzione per redditi imponibili inferiori a 12mila euro di reddito compensando la minore entrata con l’introduzione del canone di concessione non ricognitorio introdotto con la precedente deliberazione adottata in data odierna e con minore spese di individuazione in sede di redazione di bilancio di previsione 2016, con conseguente modifica del regolamento di cui alla delibera n.94 del 2007.
La proposta è oggetto di un emendamento presentato dai consiglieri Vito D’Antona, Giovanni Spadaro e Carmelo Cerruto.
La PO, Giovanni Blanco, fornisce parere favorevole fatta salva la pronuncia dell’organismo di revisione.
La presidente del collegio dei revisori dei conti fornisce parere non favorevole considerato che l’ente è in Piano di riequilibrio approvato dalla Corte dei Conti e le prescrizioni della medesima dettate in merito.
I proponenti dell’emendamento replicano dicendo che la questione andrebbe approfondita.
I revisori dei conti contestano queste affermazioni di merito.
L’emendamento con 13 voti contrari e tre voti favorevoli non viene approvato.
La delibera viene approvata con 13 voti favorevoli e 3 contrati.
La delibera viene dotata di immediata esecutiva con 13 voti favorevoli e tre astenuti.
La seduta del consiglio comunale, su proposta del consigliere Lorenzo Giannone, a giovedì 5 maggio alle ore 20.00.