Il Vescovo in Duomo per San Giorgio a Ragusa

La benedizione di San Giorgio martire ricada, ancora una volta, su tutta Ragusa. Perché il santo possa fungere, sempre, da supporto e da guida, così come è stato nei 373 anni in cui ha ricoperto la figura di glorioso patrono della città. Il rito è tornato a perpetuarsi, ieri sera, al termine della solenne concelebrazione eucaristica tenutasi al Duomo. La funzione religiosa è stata presieduta, per la prima volta da quando si è insediato, dal vescovo della Diocesi di Ragusa, mons. Carmelo Cuttitta. Al suo fianco il vescovo di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, mons. Orazio Francesco Piazza, che sta trascorrendo un periodo di riposo in zona e che non ha voluto mancare all’appuntamento molto atteso da devoti e fedeli. Alla cerimonia, a cui hanno partecipato numerosi sacerdoti, hanno presenziato le autorità civili e militari del territorio. C’erano, tra gli altri, il prefetto Maria Carmela Librizzi, il comandante provinciale dei carabinieri, Sigismondo Fragassi, il deputato regionale Nello Dipasquale, l’assessore comunale Stefano Martorana in rappresentanza del sindaco Federico Piccitto. Nella sua omelia, mons. Cuttitta ha fatto specifico riferimento al ruolo dei martiri che hanno testimoniato la loro grande fede e il loro grande amore nei confronti di Gesù. “Tra l’essere ucciso nel corpo e l’essere ucciso nello spirito – ha detto il presule – il martire Giorgio non ha avuto alcun dubbio. Non bisogna dimenticare che la dimensione del martirio deve essere vissuta da ciascuno di noi. La nostra vita da cristiani comporta una testimonianza della fede. Dalla testimonianza al martirio il passo è breve e, soprattutto, occorre aggiungere che il martirio rende autentica la testimonianza come diceva il beato Giuseppe Puglisi. Sottolineo che il martirio non è il privilegio di alcuni. Infatti, ogni discepolo di Cristo è chiamato alla testimonianza continua della propria fede”. Mons. Cuttitta, poi, ha fatto riferimento alle tensioni della società di oggi. “Non tutto – ha proseguito – è contrattabile, esistono valori che non hanno prezzo e che non possono essere oggetto di scambio e di trattative. Proviamo parecchio dolore nel vedere come molti uomini e molte donne fuggano dalle loro case, dove c’è la guerra, alla ricerca di un luogo di pace e, a volte, muoiano nel nostro mare e sulla nostra terra. Oggi assistiamo sempre più a un fenomeno. Comunità frantumate sotto un martello che va sbriciolando ogni tessuto connettivo spirituale poiché dimenticando l’insegnamento del martire riteniamo che tutto l’umano, tutti i contenuti della nostra umanità siano il frutto di convenzioni sociali”.
E’ stata anche ripercorsa la vita del santo cavaliere di cui sono state tratteggiate le paure umane a cui ha, però, fatto da contraltare una grande forza spirituale. La stessa forza spirituale che deve muovere ciascun fedele nel suo percorso verso Dio. Grande attenzione anche per i giovani scouts della città che, partendo dalle loro sedi, hanno raggiunto il Duomo in pellegrinaggio, per rendere così omaggio al loro santo patrono. C’era anche il gonfalone della città ad evidenziare la solennità del momento. Numerosi, anche in questa occasione, i fedeli presenti al Duomo che hanno così avuto modo di onorare il santo cavaliere in attesa della festa esterna che, quest’anno, si terrà il 3, 4 e 5 giugno. Al termine della cerimonia religiosa il vescovo Cuttitta ha partecipato a un momento di fraternità con il parroco, don Pietro Floridia, e con i componenti del comitato dei festeggiamenti. Inoltre, i componenti dell’associazione San Giorgio martire, che hanno partecipato in maniera compatta e sentita alla messa solenne di ieri sera, hanno annunciato, assieme ai componenti dell’associazione portatori con cui stanno collaborando, che renderanno noto nelle prossime ore il calendario dei festeggiamenti che sarà assolutamente in linea con quello delle precedenti edizioni. I componenti delle due associazioni, inoltre, hanno voluto esprimere il proprio ringraziamento a tutti coloro che già si sono espressi a favore dell’organizzazione di iniziative in grado di rispondere alle esigenze di una manifestazione religiosa di così grande richiamo, una manifestazione che, negli ultimi anni, ha saputo riconquistare la massima attenzione e che intende procedere su questa direzione anche per il prossimo futuro. “Pure ieri sera – dice il parroco del Duomo, don Pietro Floridia – abbiamo preso atto dell’ennesimo attestato di devozione che questa città nutre nei confronti del santo cavaliere. Una figura emblematica per quanto riguarda la vittoria del bene sul male e che, ancora oggi, incarnando una non comune vitalità ed effervescenza, risulta essere di una attualità sorprendente”.