Ragusa, Partecipiamo rilancia l’azione politica

Non sono iniziative ‘contro’ ma iniziative ‘per’, quelle con cui il gruppo consiliare dell’associazione Partecipiamo rilancia la propria azione politica dopo che Giovanni Iacono, dismesse le vesti istituzionali di presidente del consiglio, è tornato sugli scranni dell’aula affiancato dalla sua collega di gruppo Mirella Castro. E la prima iniziativa è stata quella di puntare i riflettori su un annoso problema, la percorrenza della superstrada 514 per Catania, angustiata dalle inadempienze dell’Anas e dall’installazione di autovelox da parte di alcuni Comuni limitrofi. Scrivano infatti Iacono e Castro che “la strada Ragusa Catania ha un manto stradale schifoso, vergognoso e pieno di buche e quando quest’ultime diventano veri e propri squarci l’ANAS invece di ripararli si affretta ad apporre cartelli di velocità a 50 km/h come è avvenuto a partire dal km 23 e per un lungo tratto di competenza del Comune di Licodia e poi di Vizzini. Una sorta di accordo non scritto con i Comuni che a quel punto, colgono la ‘ghiotta occasione’, installano l’autovelox e cominciano a fare ‘cassa’ con i poveri cittadini che se dovessero mantenere il limite di 50 km/h metterebbero a serio rischio se stessi, gli altri e la circolazione. Non si può transitare su una ‘superstrada’ alla stessa velocità dei percorsi urbani! Ci vuole un limite di velocità previsto dal codice della strada per questo tipo di arteria stradale e non certo il limite di velocità previsto per i percorsi urbani come 50 km orari”. Dopo aver ricordato che “stanno fioccando multe a iosa con autovelox in quel tratto e per qualche decina di Km con i cittadini che si sono visti recapitare la multa per una velocità di 61 km orari (appena 11 km superiori all’assurdo limite di 50) di 183 euro e 3 punti di patente. Multa ridotta a 132,50 euro se si paga entro 5 giorni e sempre 3 punti di patente e più le spese di raccomandata per inviare ai comandi di P.M. dei Comuni fotocopie di verbale, patente, ecc.” i due consiglieri comunali di Partecipiamo ribadiscono “che il comportamento dell’ANAS è vergognoso e doloso perché le strade e il manto stradale si riparano ed altrettanto vergognoso è il comportamento dei Comuni che invece di contestare le inadempienze all’ANAS diventano complici di atti omissivi e dolosi pur di fare cassa” ed assicurano che “ci riserviamo di valutare tutti gli atti politici ispettivi e di protesta (con l’Anas abbiamo qualche riuscito precedente con la segnaletica) che pongano fine a questa ingiustizia dove a pagare sono sempre e solo i ‘soliti noti’ costretti a pagare ‘pedaggi’ di ogni genere in un paese dove già si paga una ‘tassa di soggiorno’ se si va da una città all’altra”. Un altro intervento di Castro e Iacono riguarda invece il trasferimento di personale comunale dall’area educativa all’area amministrativa, su iniziativa assunta unilateralmente dal Sindaco. I due consiglieri hanno infatti presentato una interrogazione di cui chiede espressa iscrizione alla prima seduta utile di Consiglio Comunale dedicata all’attività ispettiva con risposta scritta e trattazione in aula. Sulla vicenda Partecipiamo era già intervenuta nel corso di alcune sedute ispettive, e per ultima in quella del 6 aprile scorso segnalando perplessità in merito all’iniziativa del primo cittadino. Nell’interrogazione si fa riferimento alla motivazione addotta dall’amministrazione nel corso di incontri con i lavoratori ovvero di ‘avere uffici vuoti’ e quindi di sostituire ‘personale amministrativo negli uffici’. Giovanni Iacono e Mirella Castro fanno rilevare che “i 18 dipendenti trasferiti sono stati assunti, molti, circa 20 anni fa con contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato ed inquadrati in pianta organica con la qualifica di insegnante (attività integrative)” e obiettano che la normativa “prevede che il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o alle mansioni considerate equivalenti e che comunque occorreva tener conto che le insegnanti svolgono un lavoro delicato che ha risvolti non sulle carte o sulle comunicazioni informatiche ma su bambini ed in modo particolare su bambini con difficoltà e questi bambini che hanno instaurato un sicuro rapporto con le loro insegnanti oggi si vedrebbero privati di questo rapporto educativo ed umano”. Alla luce di tutto ciò Iacono e Castro nell’interrogazione invitano il Sindaco “a non proseguire ulteriormente in tale decisione onde evitare ai bambini, oggettivi, ulteriori disagi e al Comune inevitabili e costosi contenziosi dall’esito, molto probabilmente, sfavorevole per l’Ente”.