Buoni socio-sanitari Ragusa: è polemica

Forse più che di polemica sarebbe più opportuno parlare di ‘polemichetta’ visto che ha l’unico intento di assicurarsi la paternità dei fondi per i buoni socio sanitari a vantaggio delle fasce più deboli, ovvero le famiglie con anziani non autosufficienti o disabili gravi. Ai consiglieri comunali democratici Mario D’Asta e Mario Chiavola non è assolutamente piaciuto il fatto che da parte dell’Amministrazione comunale “si vorrebbe interpretarle come provvidenze che arrivano dalle casse dell’ente di palazzo dell’Aquila nel tentativo, tramite il sito internet di palazzo dell’Aquila, di strumentalizzare l’erogazione di questi soldi” mentre a loro preme sottolineare che “si tratta di risorse economiche messe a disposizione dalla Regione e dallo Stato. In entrambe le realtà governa il Pd”. Dopo questa difesa d’ufficio del loro partito i due consiglieri ragusano si lanciano nella spiegazione tecnica dell’intervento finanziario che prevede due diverse forme di erogazione, “da un lato il buono sociale, vale a dire una provvidenza economica, ad integrazione del reddito della famiglia, finalizzata a sostenere il nucleo nel “prendersi cura” del proprio familiare anziano non autosufficiente o disabile grave, dall’ altro il buono di servizio, ossia il titolo per l’acquisto di specifiche prestazioni domiciliari presso le cooperative sociali accreditate in ambito distrettuale”. Da parte sua il Comune, con una nota stampa interviene per precisare che “con estrema chiarezza nell'avviso riguardante “buono socio sanitario a nuclei familiari con anziani non autosufficienti o con disabili gravi” pubblicato sul sito del Comune nell'apposita finestra “Bandi di Gara” viene specificato che “l'ammissione formale all'intervento avverrà dopo l'assegnazione del finanziamento da parte della Regione Sicilia”. Nella nota si legge anche che si tratta di “una precisazione questa del Settore servizi sociali che fa seguito alla comunicazione inviata alla stampa dai consiglieri comunali Mario D'Asta e Mario Chiavola che criticano l'Amministrazione comunale per aver fatto intendere che i soldi per i predetti buoni socio sanitari provengano dal Comune. Tra i documenti allegati al documento pubblicato sul sito dell'Ente c'è inoltre l'avviso, a firma del sindaci dei Comuni del Distretto socio sanitario 44 ( Ragusa – Chiaramonte Gulfi – Giarratana – Monterosso Almo – Santa Croce Camerina), organismo istituito a norma delle Legge Quadro 8 novembre 2000 n 328 e delle Linee Guida per l'attuazione del Piano socio sanitario della Regione Siciliana ( Decreto Presidenziale n.243/2002). (da.di.)