L’analisi di Migliore a Ragusa "Situazione destinata ad aggravarsi"

"Ritengo ineludibile una ampia pausa di riflessione che coinvolga tutte le forze politiche interessate al futuro della città. Serve quasi fermarsi a pensare, perché, ormai, il ritmo degli avvenimenti è tale che ci sentiamo quasi travolti da un fiume elementi negativi per il futuro della collettività, mentre la maggior parte delle forze politiche è intenta a studiare strategie finalizzate solo a privilegiare il proprio futuro". A parlare è Sonia Migliore di Laboratorio politico 2.0. "Nell’ultima conferenza stampa il Sindaco, - dice la Migliore - facendosi scudo della compagine assessoriale messa in discussione dal suo stesso movimento (Iannucci è al di sopra di ogni sospetto), ha comunicato alla città l’ennesima vessazione del governo centrale che impone di addebitare all’utenza il costo totale del servizio idrico, nuova normativa che, per la nostra Ragusa, equivale ad un raddoppio dei costi finora sostenuti da ogni singola utenza.
La copertura dei costi del servizio idrico integrato attraverso la tariffa a carico dei cittadini è uno di quei pasticci provocati dal federalismo fiscale.
L’assessore Martorana ha indugiato, facendo sfoggio degli adempimenti previsti dalla nuova normativa e messi in atto dagli uffici, sotto sotto quasi sadicamente contento della ulteriore vessazione a carico del contribuente ragusano, anticipando facilitazioni di pochissimo conto per le fasce meno abbienti.
Hanno tentato di mostrare uno scatto di orgoglio con una trovata che possiamo ascrivere al limite del paradossale: verrà bloccata l’erogazione dell’acqua negli uffici statali e regionali non strategici, cominciando da Riscossione Sicilia e dall’Agenzia delle Entrate.
Non si comprende che colpa possano avere gli impiegati, ancora di meno si comprende cosa significhi assicurare il servizio con autobotti, si è certi che autorità superiori intervengano subito nel caso questa forma di protesta venga messa in atto.
Una forma di protesta che sembra voler fare da paravento, con la sua eclatante platealità, ad un quadro della politica comunale che comincia a mettere in forte evidenza le crepe già avvertite in precedenza.
Si ritiene che non si possa affrontare una lotta con lo stato centrale e con quello regionale, solo ricorrendo ad azioni teatrali che, fra l’altro, assunte isolatamente e senza avere prima costituito un fronte unico con altri comuni, nasce perdente in partenza, non può impressionare nessuno.
Come mai non si ascolta nessuna altra voce da altri comuni ? La nuova normativa colpisce solo noi ?
Piuttosto, si pensi a mettere ordine nella politica al Comune di Ragusa, materie pressanti e importanti battono alle porte, il caos dei lavori consiliari, la maggioranza inesistente, il defilarsi, pare oggi definitivo, di Partecipiamo, la composizione assessoriale monca di due assessori e con qualcun altro totalmente delegittimato dalla base, definiscono un quadro che definire disastroso è solo un eufemismo.
Invece di pensare a mosse dall’esito incerto, si organizzi una protesta unitaria, senza guardare alle bandiere e, soprattutto, alla concorrenza per future competizioni elettorali.
Si minacci anche uno sciopero fiscale, si restituiscano i certificati elettorali, ci si muova di concerto con gli altri comuni in un’ottica che non sia solo quella della coltivazione del proprio orticello ma si faccia avanti con una visione aperta al territorio considerato in funzione extra comunale, sud orientale e regionale, per cominciare".