Mobilità alternativa a Ragusa

La metropolitana di superficie è un sogno nel cassetto che però potrebbe diventare realtà. Anche se la strada è lunga. Ecco perché, nell’attesa, occorre trovare soluzioni tampone in grado di fornire risposte immediate ai cittadini. Non solo parole, però, questa mattina nel corso del convegno sulla mobilità alternativa dal tema “Prossima partenza: Ragusa”, promosso dal parco commerciale Isole Iblee con la collaborazione del centro studi Feliciano Rossitto, del Ccn Antica Ibla e dell’associazione “Insieme in città”. Una proposta operativa, infatti, l’ha tirata fuori dal cassetto l’on. Giorgio Chessari, presidente del Rossitto e padre della legge 61/81 su Ibla (in proposito ha detto: “Non è vero che la legge è morta, male ha fatto chi ne ha celebrato il funerale. Non è stata rifinanziata. Il che è una questione essenzialmente differente”), il quale ha spiegato che “in questa fase, in cui anche l’inerzia politica, per tutta una serie di fattori, rischia di giocare, in negativo, un ruolo determinante, è fondamentale che ci possa essere una spinta dal basso. In che modo? Con la costituzione di una società per azioni a responsabilità limitata, promossa dai cittadini, dalle imprese, dalle associazioni culturali, destinata a diventare uno strumento operativo da affiancare al Comune di Ragusa. Una Spa che possa fungere da stimolo nei confronti degli enti locali territoriali, seguendo i vari passaggi che la burocrazia impone, ma attivando tutta una serie di misure che potrebbero consentire di accelerare i termini dilatati sine die. Abbiamo, ancora oggi, una occasione importante da sfruttare. E se non la cogliamo, magari intercettando fondi Ue, è un grosso peccato per il futuro della nostra città”. Il presidente di Isole Iblee, Gianni Corallo, ha voluto sottolineare le ragioni di questo incontro . “E’ vero – ha spiegato – che dell’argomento si parla periodicamente ormai da decenni. Ma cercheremo di fornire un taglio operativo a tutto ciò che ci siamo detti. E in questo senso la creazione di una Spa, di un comitato o di un tavolo in grado di muoversi in un certo modo potrebbe essere il primo passo per puntare a smuovere una situazione che, soprattutto da Palermo, sembra essere ingessata per tutta una serie di motivi e per volontà di carattere politico”. E a questo proposito il presidente Corallo ha sottolineato che, seppur invitati, nessuno tra i cinque parlamentari all’Ars dell’area iblea si è presentato all’appuntamento odierno. Delle creazioni ingegneristiche per Ragusa ha parlato l’ing. Fabio Maria Ciuffini, il quale aveva già firmato, nel lontano 1998, il piano di mobilità alternativa per la città. “E molte di quelle idee, dal mezzo ettometrico alla funicolare – ha sottolineato – sono state attuate altrove, laddove c’è stata la capacità di fare collimare la volontà politica con il recupero di finanziamenti ad hoc. Oggi Ragusa, e non me ne voglia chi ha amministrato in questi ultimi anni, è combinata molto peggio rispetto ad allora. Il centro storico è quasi desertificato mentre la città ha continuato a espandersi in maniera abnorme. Dal punto di vista urbanistico, scelte poco felici. Per quanto riguarda la mobilità, la città ha bisogno di interventi immediati: per i mezzi ettometrici, che restano sempre validi, ci vorrebbe un percorso un po’ più lungo nel tempo; meglio si potrebbe fare con l’utilizzo di veicoli a guida automatica; o, ancora, l’istituzione del treno-tram. Senza dimenticare che c’è inoltre il piano della sharing-economy, se parliamo di mobilità urbana, che merita la massima attenzione”. L’on. Franco Antoci, già presidente dell’ex Provincia regionale, ha ripercorso tutte le tappe del suo impegno istituzionale per fare in modo che potesse essere realizzato il progetto di metroferrovia in città il cui costo non supererebbe i 20 milioni di euro. Molte, però, le porte trovate chiuse, soprattutto, a Palermo, come ha confermato anche Pippo Gurrieri della Cub Trasporti il quale ha sottolineato che “se i no continuano ad essere preponderanti è perché il territorio non ha preso consapevolezza che per ottenere qualcosa è indispensabile una mobilitazione. Purtroppo – ha proseguito – solo la nostra voce rimane inascoltata”. Il sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, ha invece illustrato, a fronte della impossibilità di pianificare degli interventi ad hoc per quanto riguarda la mobilità pubblica urbana essendoci un contratto di servizio che lega l’Ast e il Comune alla Regione oltre che il sostanziale immobilismo di Rfi e di Trenitalia che non hanno interesse a investire sulle tratte ferroviarie della nostra zona, quali i progetti per il futuro. “Interverremo – ha spiegato – con le linee turistiche, differenti da quelle urbane, vale a dire unendo Ragusa con Ibla ma anche Ragusa con Donnafugata. Ma cercheremo di migliorare anche i collegamenti, sempre sul piano turistico, con gli altri comuni dell’area iblea. Partirà, inoltre, il progetto sperimentale della Mercedes denominato Mvmant, una sorta di car sharing con app. Altri progetti, poi, sono allo studio. Perché nell’immediato vogliamo dare delle risposte. Fermo restando che siamo disponibili a fornire il nostro contributo per la realizzazione del progetto di metroferrovia che dovrebbe interessare la città”. L’architetto Giorgio Battaglia della Soprintendenza di Ragusa ha precisato che non c’è preclusione nei confronti di alcun progetto di mobilità alternativa anche se gli stessi andranno valutati con la massima attenzione per verificare se e che tipo di impatto avranno sul paesaggio. Il presidente di Insieme in Città, Giorgio Flaccavento, ha proposto la verticalizzazione dei servizi di trasporto cittadino: “Meglio poco ma bene che niente”. Infine, il presidente di Antica Ibla, Santi Tiralosi, ha messo in evidenza come gli operatori commerciali dell’antico borgo di Ragusa si confrontino quotidianamente con tutta una serie di difficoltà legate alla mobilità urbana che limitano fortemente le occasioni di crescita economica e di sviluppo.