A Chiaramonte la svelata della Madonna

Devozione senza limiti. Fervore religioso incontenibile. Sono le caratteristiche emozionali che, nel primo pomeriggio di ieri, hanno animato una presenza eccezionale di fedeli per il rito della “Svelata”. Il santuario di Chiaramonte, dove è stato dato il via ai solenni festeggiamenti in onore di Maria Santissima di Gulfi, Patrona principale e regina del centro montano, è risultato letteralmente strapieno di devoti. Ogni anno, in questo modo, viene testimoniata l’eccezionale attenzione che l’intera comunità dedica a una cerimonia molto speciale per l’intera comunità. E’ stato il frate francescano Antonino Catalfamo, che poco prima aveva presieduto la celebrazione eucaristica, a dare il via all’antico rito, aprendo con entusiasmo la porta della teca che ospita il simulacro della Madonna, sancendo la fase iniziale di questi intensi tre giorni collegati alla prima parte dei festeggiamenti che culmineranno, il 3 aprile, domenica in Albis, con la tradizionale processione della salita della Madonna, capace di coinvolgere migliaia di persone. L’apertura della teca è stata accompagnata dalla tradizionale marcia N.11, eseguita dal corpo bandistico Alessandro Scarlatti diretto dal maestro Sebastiano Gurrieri, a cui ha fatto seguito l’Inno di Maria cantato dai fedeli. Accanto a fra’ Antonino, il rettore del Santuario, don Giuseppe Burrafato, il parroco della Chiesa Madre, don Salvatore Vaccaro, con il sindaco, Vito Fornaro, accompagnato dagli assessori Alessandro Cascone e Salvatore Vargetto, e il maresciallo dei carabinieri Alberto Bruno. “Nel contesto di questo giubileo della Misericordia che stiamo vivendo – dice padre Burrafato – rifulge il titolo mariano di Maria Madre della Misericordia. Ecco perché il rito di oggi costituisce un momento di forte devozione e di particolare attenzione dei figli verso la Madre. Avere avuto l’opportunità di potere svolgere questo momento alla presenza di un numero consistente di persone, ci fa comprendere quanto forte sia il richiamo di Maria Santissima di Gulfi”. Il simulacro della Madonna è stato, poi, sistemato sul “Baiardu” fattosi largo tra due ali di folla. Sarà proprio il “Baiardu”, domenica mattina, dopo che il simulacro vi è stato posizionato, ad essere trasportato a spalla dai portatori. “Ancora una volta – dice il sindaco Fornaro – Chiaramonte dimostra profonda fede e devozione oltre che grande attenzione nei confronti della Patrona. Stiamo parlando di una festa che va avanti da oltre 400 anni con immutata partecipazione, una tradizione lunga secoli, quindi, che conferma, se ce ne fosse bisogno, l’identità della nostra comunità che si stringe attorno alla sua storia”. Intenso il programma preannunciato per domenica. Già dalle 8,15 prenderà il via il pellegrinaggio da Chiaramonte verso il santuario. Alle 9,00 la celebrazione eucaristica sarà presieduta dal rettore del Santuario. Quindi, alle 10, la tradizionale salita del simulacro della Madonna. Alle 10,50 in via Gulfi (Calvario), le autorità accoglieranno la Patrona in città. Alle 11, l’arrivo a Chiaramonte. In Chiesa madre ci sarà il saluto alla Madonna da parte del predicatore padre Giovanni Matera, Op. La celebrazione eucaristica sarà presieduta dal parroco della Chiesa madre, don Salvatore Vaccaro. Alle 14,30, il tradizionale “cuncursu” per le vie cittadine, vale a dire la processione pomeridiana. Alle 17,45 un altro momento atteso con il simulacro del Patrono San Vito che sarà portato in Chiesa madre. Quest’anno la novità. Perché in Chiesa madre arriverà anche il simulacro del protettore di Chiaramonte, San Giovanni Battista. Alle 19, la celebrazione eucaristica che sarà presieduta dal predicatore. “Come è possibile notare – aggiunge ancora don Burrafato che presiede il comitato dei festeggiamenti assieme a padre Vaccaro – si tratta di un programma molto articolato che cerca di consolidare la tradizione caratterizzata da una devozione sempre più consistente da parte della comunità dei fedeli del nostro centro montano. Un modo anche per esaltare le origini di questa speciale terra”.