Rita Botto e Banda di Avola al teatro di Donnafugata

Dalle canzoni più struggenti, come "Cantu e cuntu" di Rosa Balistreri, con un omaggio dunque alla voce femminile della canzone popolare siciliana, alle canzoni che riprendono le caratteristiche dei siciliani, come la simpatia in "Me mugghieri unn'havi pila", che recita "ahi ahi ahi chi mugghieri ca capitai”. Ma non solo pregi naturalmente. Voce anche alle caratteristiche più negative, come l'essere impiccioni in "Fatti li fatti to". La canzone siciliana, quella più pura, capace di entrare nel cuore, di emozionare, di fare tornare bambini. Venerdì e sabato l’ha “raccontata” sul palco del Teatro Donnafugata un’artista straordinaria come Rita Botto, accompagnata dalla Banda di Avola per lo spettacolo “Terra ca nun senti". Sold out per entrambi gli appuntamenti serali ma soprattutto la soddisfazione di aver riscoperto canzoni che fanno parte della nostra tradizione e che non solo non vanno dimenticate, ma vanno riscoperte. Come nel caso di “La virrinedda” con tutto il suo ritmo e la sua allegria. Una musica che racconta la Sicilia, una terra dai tantissimi contrasti, con parole e note che passano dai temi più gioiosi alle canzoni più amare, dedicate all'immigrazione, come "Terra ca nun senti", un rimprovero ad un paese che non ha saputo prendersi cura dei suoi figli. E del resto in una terra come la nostra come si fa a non parlare della "fuitina" che per decenni ha rappresentato una soluzione per i giovani innamorati. Ed ecco che Rita Botto canta "Mamma vi l'haju persu lu rispettu". Canzoni coinvolgenti fatte di cuore e passione, rese ancora più emozionanti da un ingrediente fondamentale, la straordinaria musica eseguita dalla Banda di Avola diretta magistralmente da Sebastiano Bell’Arte. Un tuffo nella canzone siciliana più pura e che non manca di ricordi autobiografici come nel caso de "Lu matrimoniu", una canzone scritta per il matrimonio dei genitori della Botto. Una musica funerea annuncia invece l'arrivo di una delle più belle e struggenti canzoni della tradizione siciliana, "Mi votu e mi rivotu". Una musica carica di energia, che riporta alle feste di paese, "a u ciauru di zuccaru filatu", come dice Rita Botto. Un tema di valzer, e a concludere il concerto l'ennesimo grande brano che ridà voce alla Balistreri con "Cu ti lu dissi ca t'haju a lassari". Ma pronto, dopo un lungo applauso, non tarda ad arrivare un bis, una ninna nanna che scava nei ricordi, che dona una malinconica gioia. Ma il pubblico non vuole lasciare Rita Botto e Rita Botto non vuole abbandonare il pubblico ibleo e quel palco su cui sta festeggiando il compleanno. Un grandissimo applauso anticipa la triste storia di "U pisci spada" di Domenico Modugno. E in finale torna "A virrinedda", sulle bellissime note dei fiati della banda, che alza il ritmo per donare al pubblico una straordinaria chiusura. La stagione teatrale 2015-206 del Teatro Donnafugata è diretta dalle sorelle Vicky e Costanza Diquattro, con la consulenza dell’attore e regista Carlo Ferreri e il coordinamento di Clorinda Arezzo. Sponsor della stagione 2016 sono Farmacia Bocchetti, Banca Agricola Popolare di Ragusa, Senato della Repubblica, Mondial Granit, Inventa Design, Cora Banche, Land Rover, riKrea, Interspar, Siculamente, Villa Orchidea, Arti Visive, Music Rent. Il prossimo ed ultimo appuntamento è per il 9 e 10 aprile con Rossana Bonafede in “L’amore è … Salvo?”.