Migliore e Udc "c’eravamo tanto amati"

Tanto tuonò che piovve. Sonia Migliore con gesto eclatante ma non inatteso, comunica con una lettera aperta inviata ai vertici nazionali (Gianpiero D'Alia), regionali (Gianluca Miccichè), provinciali (Pinuccio Lavima) e al deputato locale del partito (Orazio Ragusa) la sua volontà di “ rimettere il mio mandato di responsabile agli enti locali all'interno della segreteria regionale dell' UDC, nonché di componente della segreteria stessa. Inoltre sento l'indifferibile urgenza, per un gesto di amore nei confronti della mia città, di auto sospendermi dal partito, finché lo stesso continuerà a sostenere il governo Crocetta e non ridarà dignità alla comunità ragusana”. Ricorda infatti la Migliore, che “ho contribuito con notevole impegno alla elezione del Governatore Crocetta, sostenendo in prima persona, ed in modo decisivo, la elezione del deputato ibleo nella figura dell'On. Ragusa, accogliendo con entusiasmo il messaggio di “rivoluzione” di Rosario Crocetta. Ben presto, però, questo entusiasmo si è spento, diventando, per me e per gran parte dei siciliani, un vero disagio di carattere politico, sociale e personale”. Le tappe di questo ‘disamore’ la portavoce del laboratorio 2.0 le elenca “nella distruzione della forza lavoro della formazione in Sicilia, che ha mietuto vittime in termini di posti di lavoro; nell'abolizione tout court delle Province, senza pensare alle ricadute nei territori e senza un contenitore già riempito; nella dismissione delle Asi, gioiello della terra iblea, con il caotico e distruttivo accentramento nell'Irsap; nel destino segnato per l'Università di Ragusa; nella perdita della Legge su Ibla; nella mortificazione del Corfilac; nello smantellamento del sistema sanitario ragusano, nel taglio ai fondi per il trasporto dei disabili: tutti colpi mortali sferrati alla comunità ragusana e al suo tessuto sociale ed economico, nella più totale indifferenza della classe politica che sorregge questo governo regionale”. Infine. dopo aver partecipato alla protesta di piazza dei disabili e delle loro famiglie (lunedì 7 marzo scorso) la Migliore confessa di “aver provato vergogna nel rappresentare “quella politica di governo” che li ha tagliati fuori da un loro sacrosanto diritto costituzionale, preferendo invece tutelare la classe dirigenziale delle ex province ed i loro emolumenti” e ricorda che già nel settembre dello scorso anno aveva denunciato agli stessi vertici Udc “questo massacro sociale ma non ho ricevuto alcuna risposta”. Il momento di non ritorno infine Sonia Migliore lo individua “nel ruolo determinante, ed in questo caso devastante, che ha avuto questo Governo Regionale nell'aver consentito non solo che si perpetrassero gravi disparità di trattamento con altri territori, ma anche taluni evidenti e grossolane “discrasie normative”, che hanno messo fuori gioco l'intera comunità ragusana. Comunità che sta già subendo ingiustizie sociali e politiche inammissibili, regressi economici e sperpero di danari pubblici per mano del Comune di Ragusa, oggi governato dall'incapacità del M5S”. (da.di.)