Comiso, tunisino denunciato per furto ed espulso

546 controlli a persone, 113 veicoli, 120 controlli a persone sottoposte agli arresti domiciliari mentre 29 ad altri soggetti sottoposti a misure restrittive della libertà personale; 15 i verbali al CDS, 2 auto sono state sequestrate e 2 veicoli rubati sono stati rinvenuti e riconsegnati ai legittimi proprietari, 6 perquisizioni personali. E' il bilancio sei servizi di controllo del territorio effettuati dalla Polizia di Stato lo scroso fine settimana. Sempre nel corso dei controlli stamattina alle ore 09:50 circa il personale della Polizia di Stato in piazza delle Erbe a Comiso, notava un individuo con fattezze fisico somatiche riconducibili ad una persona straniera segnalata precedentemente alla Polizia come l'autore di alcuni furti, avvenuti tra il mese di gennaio e il mese di febbraio scorso.
Da un primo accertamento sul posto l'individuo risultava essere un cittadino straniero privo di documenti, pertanto, come prevede la normativa, l’uomo veniva condotto nell’ufficio di Polizia per essere sottoposto ai rilievi della polizia scientifica ed all’AFIS.
Da un controllo effettuato intanto con le dichiarazioni rese da lui risultava avere precedenti penali e di Polizia tra i quali rapina, violenza carnale e lesioni personali.
Dopo i rilievi, ed in attesa dell’AFIS che avrebbe fugato ogni dubbio circa la reale identità del soggetto, si invitavano due donne vittime di altrettanti furti commessi presumibilmente dallo stesso tunisino, al fine di verificare se erano in grado di riconoscere l’uomo.
La prima vittima convocata in Commissariato è stata una donna comisana del 1958 vittima di furto della borsa a Comiso il 31 gennaio, con fatto denunciato alla Polizia. La stessa donna sottoposta a visione di album fotografico elaborato dalla Polizia Scientifica, dopo averlo attentamente visionato, riconosceva il tunisino come l'autore del furto da lei subito.
Il furto era avvenuto mentre lei scendeva dall’auto per rifornire l’auto; la vittima notava l’uomo dalle fattezze straniere che stava poco distante, ma incurante della sua presenza, provvedeva lo stesso ad effettuare il rifornimento. Il tunisino, in quei frangenti, apriva la portiera dell’auto trafugando la borsa poggiata sul sedile.
Successivamente, veniva invitata la seconda vittima, un’altra donna di Comiso del 1947, vittima del furto patito della borsa a Comiso il 5 febbraio.
In questo caso la vittima era scesa dall’auto per riempire alcune bottiglie d’acqua ed in quel frangente il tunisino, sfruttando anche in questo caso il fatto che la donna avesse lasciato l’auto aperta, apriva lo sportello rubando la borsa della donna e fuggendo a piedi per le vie cittadine incurante delle urla della vittima.
Anche quest’ultima, dalla visione di un album fotografico elaborato dalla Polizia Scientifica, riconosceva l'odierno indagato come l'autore del furto.
Entrambe, quindi, ed in tempi diversi, riconoscevano B. H. M., 20enne tunisino, quale autore del furto della borsa da loro subito.
L’uomo con il riscontro AFIS veniva compiutamente identificato; da quanto accertato risultava essere privo di documenti validi per permanere nel T.N; considerata inoltre la pericolosità dell’uomo che risulta essere solito vivere con il provento di reati, di concerto con l’ufficio stranieri della Questura di Ragusa, veniva approntato il decreto di espulsione e quindi accompagnato presso il C.I.E. di Caltanissetta dal quale sarà successivamente rimpatriato in Tunisia.
È stato inoltre denunciato in stato di libertà all’AG per i reati di furto continuato.