Ragusa, fa discutere l’elezione del nuovo presidente del Consiglio comunale

Il termine inciucio (in-ciù-cio s.m. (pl. -ci) nel gergo politico, pasticcio, imbroglio) è stato quello più usato da cronisti e commentatori per definire, commentandola implicitamente, e quindi in senso apertamente negativo, l’avvenuta elezione del nuovo presidente del consiglio comunale di Ragusa, nella persona del grillino Antonio Tringali, che succede a Giovanni Iacono, di Partecipiamo, dimessosi in segno di protesta contro l’emendamento di Nello Dipasquale sulle royalties. Infatti a votare a favore dell’esponente 5 stelle,con evidente probabilità, se la matematica non è un’opinione, sarebbero stati 12 consiglieri del suo gruppo e sei dell’opposizione (Mario D’Asta e Mario Chiavola del Pd, renziani e dipasqualiani di ferro, e gli esponenti del gruppo Insieme Maurizio Tumino, Giorgio Mirabella, Elisa Marino, Peppe Lo Destro). Dunque un’elezione che in un sol colpo ha avuto innumerevoli aspetti, tutti, riteniamo, parimenti devastanti, dall’occupazione pentastellata delle principali cariche istituzionali, allo schiaffo, etico e morale prima ancora che politico a Giovanni Iacono e all’alleato Partecipiamo, alla accettazione (voluta, supina, pilatesca ?) dei voti dei più acerrimi oppositori dell’attuale amministrazione comunale, ovvero i citati consiglieri dem e di centro-destra, mentre il capogruppo Pd Giorgio Massari si è distinto ancora una volta per la sua adamantina posizione politica di democratico non renziano e soprattutto non dipasqualiano, così come ci ha tenuto al distinguo dall’ex sindaco Nello anche il sanguigno Angelo Laporta che non ha seguito i suoi colleghi di gruppo Insieme nella votazione pro Tringali. Ed allora ci piace citare il commento equilibrato di Gianluca Morando, del Movimento civico ibleo che sottolinea la posizione del capogruppo 5 stelle Nella Disca “che in aula ha detto più volte di avere sposato, come movimento, la causa del presidente dimissionario Giovanni Iacono, di averne ritenuta giusta la battaglia, di avere addirittura appreso a malincuore del suo disimpegno dalla massima carica del civico consesso aggiungendo, però, che le loro preferenze sarebbero state indirizzate verso Tringali. Tutto ciò dimenticando che, da parte dei Cinque Stelle, c’era stato anche chi aveva occupato l’aula, sempre per la battaglia portata avanti da Iacono, e chi, comunque, aveva protestato in maniera veemente condividendo le finalità della presa di posizione dell’ex presidente”. Evidentemente, per Morando “a differenza di quanto M5S professa a livello nazionale, cioè nessun attaccamento alla poltrona, qui invece si è fatto tutto il contrario? Appena Iacono, per sua scelta, ha avuto un momento di defaillance, cioè si è spostato dalla poltrona, subito i Cinque Stelle hanno posizionato il loro uomo per occuparla”. Morando conclude dando voce esplicita alle domande che in molti si pongono, ovvero “a questo puntoche cosa accadrà? L’alleanza M5S-Partecipiamo reggerà a un simile urto? Oppure alla maggioranza verranno a mancare i voti dei consiglieri di Partecipiamo? E, ancora, quale sarà l’atteggiamento dell’assessore espressione di Partecipiamo, Salvatore Martorana, in Giunta?”. Stesse considerazioni, ma con minor diplomazia, nella nota diffusa dal direttivo del Laboratorio 2.0 che parla senza mezzi termini di “maggioranza e suoi inciuci per difendere le poltrone” e ribadisce che appunto “esiste un termine ben preciso per definire quello che si è verificato ieri sera in Consiglio comunale e che ha portato all’elezione di Antonio Tringali come presidente del Consiglio, e questa parola è <inciucio>”. Il laboratorio 2.0 stigmatizza dunque“un'operazione in cui un gruppo di "opposizione" fa un accordo con un gruppo della maggioranza che dimostra ancora una volta come il Movimento 5 Stelle sia pronto a tutto per le poltrone”. Il commento del direttivo di 2.0 poi si rivolge al primo cittadino che con la sua “assenza grave e colpevole ancora una volta, se ne lava le mani come Ponzio Pilato e dopo gli ex assessori Di Martino, Brafa, Conti e Campo, adesso sacrifica l’alleato Iacono: un sindaco disposto a tutto per non sollevare Stefano Martorana, disposto anche a dialogare con una certa opposizione, anche con quella con cui a livello nazionale il M5S è acerrimo nemico”. Un ultimo affondo viene poi riservato alle decisioni future dell’amministrazione grillina e si chiede “ora attendiamo il nome dell'assessore alla Cultura e a questo punto ci aspettiamo di tutto, compreso un assessore di "responsabità", ed una maggioranza di responsabilità, considerato che la maggioranza del sindaco non esiste più. I cambi di casacca sono sempre in voga, compreso nella rivoluzione grillina. Davvero esilarante immaginare il M5S insieme al Pd”.Intanto una nota ufficiale di Palazzo dell’Aquila riporta la grande soddisfazione di Antonio Tringali- per l'avvenuta elezione a Presidente del Consiglio comunale, ruolo che – afferma - assolverà con grande impegno e dedizione. Quindi il neo eletto presidente, dopo il rituale ringraziamento al suo predecessore Iacono, ringrazia “i consiglieri del Movimento Cinque Stelle per la fiducia accordatemi e i consiglieri delle minoranze che hanno ritenuto di far convergere le loro preferenze sulla mia persona. Già dalla prossima settimana convocherò la conferenza dei capigruppo per individuare, al nostro interno, il metodo di lavoro da seguire e per programmare le imminenti scadenze di atti che dovranno essere esitati dal consesso”. (da.di.)