Pagamenti imprese, nel 2015 +14%

Buoni propositi nel 2016 per il Lazio che dovrebbe essere l'anno della ripresa con un Pil ampiamente sopra l'1%. La ripresa riguarda i miglioramenti di vari settori e tra questi anche lo stabilimento Fca di Cassino. Lo rivela un report sui mancati pagamenti delle imprese italiane realizzato dal Centro Studi du Euler Hermes Italia. Il settore farmaceutico, che promette di migliorare le performance dell’export registrate nel 2015, e quello hitech, concentrato al Sud della Capitale. L’andamento incoraggiante di questi settori, unito alle performance di comparti più tradizionali come il turismo trainato dal Giubileo e i servizi, ha convinto alcuni osservatori nonché le istituzioni regionali ad alzare l’asticella delle aspettative. Le 1.621 imprese chiuse nel 2015 posizionano il Lazio al secondo posto in Italia per numero di fallimenti anche se nel 2015 le imprese sono cresciute ben più della media nazionale e con il miglior saldo attivo (oltre 10mila), prosegue l’indagine.Nel Lazio, si legge ancora nell’indagine, i mancati pagamenti nel 2015 hanno mostrato una crescita sia nella numerosità (+14%) che negli importi medi (+13%). Latina è la provincia in cui entrambi gli indicatori degli insoluti si contraggono principalmente (-3%) nell’agroalimentare e nella meccanica. A Frosinone la meccanica, l’abbigliamento, l’agroalimentare e la chimica subiscono un aumento importante degli insoluti (+84%). A Rieti (-21%) e Viterbo (+22) i maggiori problemi si segnalano nell’edilizia. Nella Capitale raddoppiano i mancati pagamenti nell’agroalimentare e nei servizi mentre continuano a soffrire anche l’abbigliamento, la chimica, l’editoria e il turismo (+10% il totale). Stabili ma su livelli elevati rimangono gli insoluti nella meccanica, mentre segnali di miglioramento si intravedono nel legno e arredo.