Royalties e legge su Ibla: tutti contro Dipasquale

I fatti ormai sono più che noti, visto il gran parlare che se ne va facendo fin da sabato scorso e li riassumiamo molto sinteticamente. Un emendamento alla finanziaria regionale presentato come primo firmatario dal deputato ragusano Nello Dipasquale del Pd, e subito approvato dalla maggioranza filo governativa, stabilisce che i 30 milioni di royalties per le estrazioni di idrocarburi nel territorio comunale del comune capoluogo vadano a finanziare per 5 milioni la legge speciale per Ibla per la quale non c’erano fondi disponibili (a differenza, sembrerebbe, di quelli per Agrigento e Siracusa). Ma l’emendamento non si ferma qui, in quanto prevede anche che il 30% dei proventi delle royalties (altro punto di interrogazione: tutti i 30 milioni o solo 15?) vengano spalmati sugli altri comuni dell’ex provincia di Ragusa. Ed ancora: le royalties, secondo quanto afferma la nota ufficiale di Nello Dipasquale, saranno utilizzate “per la riduzione della pressione fiscale, per la tutela e la manutenzione dei siti Unesco, per i servizi socio-assistenziali in favore dei diversamente abili, per l’incremento industriale e gli interventi di miglioramento ambientale delle aree dove si svolgono le ricerche petrolifere”. A farla breve, tra le varie chiavi di lettura che si possono dare dell’emendamento, una potrebbe essere quella secondo cui Nello direbbe “voi grillini governate la città ma i cordoni della spesa futura li tengo in mano io e comunque vi dirò io come spendere i danari”. Dopo i fatti, le reazioni. Infatti lunedì mattina l’amministrazione comunale convoca una conferenza stampa e due ore dopo un’altra la tiene Nello Dipasquale. Ed ognuno, naturalmente dice la sua. Il sindaco proietta un filmato con il durissimo intervento in commissione del deputato 5 stelle Cancelleri che difende i fondi per Ragusa, e definisce Dipasquale autore di una "pagina buia, triste e vergognosa" per la città di Ragusa. Invece l’assessore ai servizi sociale Salvatore Martorana di Partecipiamo auspica addirittura che al deputato Pd venga tolta la cittadinanza ragusana. E l’ineffabile Nello rende pan per focaccia affermando che sarebbe lui stesso a voler cambiare residenza, se non amasse la sua città, vedendola così amministrata e da simili personaggi dell’amministrazione. E sempre al grido di “io amo Ragusa” anche se si dice deputato non solo della città ma di tutta la provincia, passa ad elencare il frutto della sua attività parlamentare, dal finanziamento dei cantieri di lavoro per 100.000 milioni, alla norma che riguarda gli artigiani, cioè un emendamento che prevede fondi consistenti per IRCAC e CRIAS, 4 milioni di euro per le start-up, i tre milioni di euro per i forestali e per i consorzi di bonifica con blocco dei canoni idrici per gli agricoltori, norma questa che riguarda, da vicino, il nostro territorio, ed ancora una norma sollecitata dal Comune di Ispica per gli esuberi del personale nei comuni in dissesto nel 2013, ed infine la definizione delle risorse necessarie per Corfilac e ARAS, e 200.000 euro per la Scuola Regionale dello Sport. Un altro rilevante risultato invece Nello Dipasquale l’ottiene in campo politico-amministrativo, alienandosi i favori dell’attuale opposizione consiliare, per di più composta da suoi ex alleati nelle sindacature passate se non addirittura da suoi fedelissimi. Infatti il laboratorio politico-culturale 2.0 insorge chiedendosi che senso abbia “togliere una parte delle royalties alla città di Ragusa, destinandole agli altri comuni del Libero consorzio, per permettere di tenere in vita la Legge su Ibla” rivendicando che “le royalties toccano di diritto alla città di Ragusa, in quanto le perforazioni avvengono nel nostro territorio che subisce le perforazioni, ed invece si vanno a rimpinguare le casse degli altri comuni” ed il senso di ciò lo trova “in ina mossa elettorale in un momento nel quale le elezioni sono ancora lontane”. Dello stesso tenore la dichiarazione del gruppo consiliare di “Insieme” (Maurizio Tumino, Giorgio Mirabella, Peppe Lo Destro, Elisa Marino e Angelo Laporta), che afferma, con riferimento alla legge speciale per Ibla “L'approvazione dell'emendamento in commissione bilancio ha di fatto decretato la fine del contributo straordinario a valere sulla legge stessa. Non si capisce perché configurando le royalties come fondi ordinari del bilancio comunale ci si debba sforzarsi di limitarne l'utilizzo per le finalità della stessa legge su Ibla se si vuole riqualificare il patrimonio artistico culturale della nostra città.
Se così deve essere perlomeno preoccupiamoci di fare una pianificazione ragionata secondo i bisogni e le esigenze del nostro centro storico e non secondo le vecchie percentuali di intervento (80% su Ibla e 20% su Ragusa superiore)”. E sulla eventuale ripartizione delle royalties mette i paletti dichiarando “in maniera chiara e netta, che le stesse appartengono esclusivamente al Comune di Ragusa e solo il Comune di Ragusa può avvantaggiarsene. Bisogna smetterla di fare demagogia sul tema: c'è chi vuole spalmare i proventi a tutti i comuni della provincia e addirittura chi ritiene che non si debba consentire la ricerca di nuovi pozzi petroliferi”. Infine il gruppo consiliare di Insieme “senza indugio e senza tentennamenti chiarisce la propria posizione: Ragusa non può permettersi di rinunciare a ciò che gli spetta di diritto, si augura un impegno corale della deputazione iblea affinché in seduta d'aula si possa correggere il tiro rispetto a questa scelta scellerata e solamente allora al di là delle appartenenze politiche e degli schieramenti daremo merito a chi veramente lavora per la crescita della nostra città senza dimenticare le questioni ancora irrisolte dell'Università e del Corfilac”.(da.di.)