Successo per il piccolo Teatro Popolare di Ragusa

Una girandola di equivoci. Una sequela di colpi di scena. Risate a crepapelle. E, soprattutto, la voglia di fare continuare l’allegria con l’esordio del “trittico del divertimento” proposto dal Piccolo Teatro Popolare di Ragusa che ieri ha conosciuto il primo atto. In scena “U truonu ri marzu”, un classico di Vincenzo Scarpetta in tre atti, ridotto e adattato dal regista Giovanni Dimartino. Il sold-out registrato testimonia come l’affetto nei confronti della compagnia ragusana continui a rimanere immutato. E, in effetti, le trovate sceniche e le soluzioni teatrali proposte, adatte per il pubblico che cerca di trascorrere una serata in assoluta spensieratezza, si sono rivelate profondamente azzeccate, fornendo il dinamismo giusto e la cifra stilistica più adeguata alla commedia brillante di Scarpetta che, seppur scritta agli inizi del secolo scorso, sembra attualissima. Un tenue filo di morbosità gossippara ha attraversato i tre atti rendendoli più accattivanti. Il pubblico ha seguito con la massima attenzione l’evolversi della vicenda sino alle battute conclusive, catturato dall’onda lunga delle ripetute rivelazioni. La brillante e ironica interpretazione di Saro Dimartino, il Turiddu Scarola che si scopre essere il padre (ma sarà davvero così?) del benestante presso cui prestava servizio in qualità di cameriere, o la capacità di tessere i vari momenti della narrazione messa in campo da Antonino Marù, il Felice Sciosciammocca che nel giro di pochi giorni da orfano si ritrova con padre e madre; e, ancora, la verve interpretativa di Gianni Ancione, capace di caratterizzare con destrezza la figura del prof. Saverio Borzillo, testimoniano di come il “Piccolo Teatro Popolare”, attivo in città da oltre 40 anni, abbia ancora molte pagine della propria storia da raccontare. Meritano, poi, una citazione particolare le nuove leve a cominciare da Laura Corallo che, calandosi nei panni della “cameriera stanca” Rosina, ha offerto uno spaccato impareggiabile del proprio repertorio, capace di strappare risate agli spettatori dal primo all’ultimo momento in cui è stata in scena. Gli altri interpreti completano il quadro di una cornice di sicuro spessore: Rita Genovese nei panni di Sofia Borzillo, Carmen Campailla in quelli di Cecilia Borzillo, Pippo Dipasquale è Mimì Cardillo, Daniela Baglieri è Giulietta Spina, e, ancora, Giulio Lopresti è Alfonso Trocoli e Vittorio Bocchieri è Teodoro Morzetta. La seconda rappresentazione del “trittico del divertimento”, con “La scatola di Marlene” di Nino Criscione, è in programma per domenica prossima, 21 febbraio, sempre a partire dalle 18,30 e sempre al teatro dell’Accademia della Bellezza, in via Asia, angolo via Ettore Fieramosca, di fronte al supermercato Despar, zona Bruscè.