Grazie di Massimo Tuccitto a Catania

Un modo per dire “Grazie”. Grazie al teatro. Il luogo delle molteplici opportunità, dei molteplici linguaggi. Grazie: propriamente plurale di grazia, dal latino: gratia, fra cui amicizia, favore, piacevolezza, leggiadria, gratuità, e non ultimo gratitudine. Ecco cos'è “Grazie”, lo spettacolo diretto dall'attore e regista siracusano Massimo Tuccitto che si terrà il 12 e il 13 febbraio alle 21 al teatro Coppola di Catania in via Vecchio Bastione 9. Quando si pronuncia un grazie, davanti anche al gesto più minuto, perfino anche solo dinanzi all'intenzione, vi si appone un inestimabile marchio di valore, che nobilita oggetto e soggetto, un marchio, un simbolo, un segno. Si dà valore all'intima statura delle cose. Ma in fondo è solo un "grazie", no? Tutto c'è nel teatro. Si può dunque ringraziare Medea per aver ucciso i sui figli? Perché ringraziare Giulietta di essersi uccisa? Di cosa si può ringraziare Mirandolina? E Golia, il cannibale? “Questo ci siamo chiesti al corso di teatro per il progetto Arti Integrate Sicilia dell'Accademia Anea – spiega Tuccitto - e abbiamo scoperto che si può ringraziare di tutto”. Lo spettacolo è una "messa in testo", un atto unico dal testo scritto da tutti, dagli autori, a tutti i partecipanti del corso. E infatti saliranno sul palco gli allievi del Centro Studi di Arti Integrate Sicilia dell'Accademia di Naturopatia Anea di via Bacchilide, 67 a Siracusa Alessio Albi, Pina Biondo, Irene Cammarana, Chiara Cavarra, Laura Fisauli, Daniela Fulgoni, Luana Iacono, Francesco Intagliata, Patricia Marino. Adriana Scarso, Andrea Schiavone, Silvana Scrofani e Giovanni Sidari. Una mole di qualità e sentimenti positivi si concentra in questa parola assolutamente comunissima. Grazie. Pronunciarla, anche sola, ha l'effetto proprio di sferrarla completamente.