Udine, 10 vitigni resistenti a malattie

L'Italia si riconferma punto di riferimento per la ricerca in campo agroalimentar. E lo fa grazie agli studi condotti dai centri della Regione Friuli Venezia Giulia. Lo dice il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina a proposito dei nuovi 10 vitigni resistenti alle malattie sviluppati dall'Università di Udine e dall'Istituto di genomica applicata di Udine.I primi dieci vitigni resistenti alle malattie prodotti in Italia sono coperti da brevetto europeo e internazionale. Trascritti nel registro nazionale italiano del ministero delle Politiche agricole. Nulla vieta però che anche un altro Paese europeo e internazionale decida di importare le barbatelle anche se il loro prezzo è triplicato rispetto a quelle non resistenti alle malattie. "Aver iniziato già nel 1998 - prosegue Martina - un lavoro attento ed efficace su vitigni più resistenti e quindi che contribuiscono alla sostenibilità della nostra agricoltura ne è evidente dimostrazione. Ora siamo pronti a fare un salto di qualità ulteriore, attraverso il nostro piano per lo sviluppo delle biotecnologie sostenibili. Con pratiche come il genome editing e la cisgnesi, infatti, risultati come quelli presentati oggi si potranno ottenere anche in tempi meno lunghi e tutelando la nostra biodiversità con ancora più strumenti". "La vite sarà uno dei punti centrali del piano - conclude Martina - perché mantenere la leadership in un settore che vale per l'Italia oltre 14 miliardi di euro significa investire con convinzione in ricerca pubblica. Siamo stati protagonisti, insieme alla Francia, del sequenziamento del genoma della vite e ora siamo pronti a sviluppare filoni di studio per ottenere vitigni più resistenti alle malattie, in grado di resistere ai cambiamenti climatici e a salvaguardare il profilo qualitativo delle uve. Sono obiettivi ambiziosi sui quali investiremo a fondo nei prossimi tre anni". (Agenzia)