Ispica ai siti Unesco, interviene Legambiente

Il Circolo “Sikelion” di Ispica, negli scorsi giorni, ha accompagnato il dott. Ray Bondin, consulente Unesco, durante una visita informale, in vista di un possibile inserimento della cittadina nella World Heritage List, cioè la lista dei beni e dei luoghi considerati patrimonio dell’umanità.
L’ammissione a questo ambitissimo elenco è decisa da un apposito Comitato che opera sulla base della Convenzione sul patrimonio dell'umanità, adottata il 16 novembre 1972 dalla Conferenza generale dell'U.N.E.S.C.O. (agenzia dell’Onu per l'educazione, la scienza e la cultura); essa dev’essere giustificata da un eccezionale pregio culturale o naturalistico, tanto che in tutto il mondo è stata concessa sinora solo 1033 volte (e revocata due).
Ad affiancare il dott. Bondin anche rappresentanti dell’Amministrazione comunale, delle associazioni Zymè, Cava d'Ispica, Fazzoletti Rossi, Don Bosco, ed ancora delle arciconfraternite SS. Annunziata e S. Maria Maggiore, nonché del Comitato del Carmine.

Il tour è partito dal Vignale S. Giovanni, nella parte finale di Cava Ispica, per risalire poi lungo i suggestivi tornanti di c.da Barriera, passando per il Mulino Tre ladri e l'adiacente necropoli, l’ex chiesetta di S. Sebastiano ed il frantoio rupestre. A seguire, la visita del Parco Forza, di Santa Maria nella Cava e del vicino orto didattico realizzato dall’associazione “Cava d’Ispica”. Sulla Calandra, invece, all’esperto sono stati mostrati i più noti gioielli dell’architettura e delle tradizioni religiose cittadine: la chiesa della SS. Annunziata, il santuario della Madonna del Carmelo con l’attiguo convento, ed infine la basilica di S. Maria Maggiore.

Anche se la cautela è d’obbligo, in quanto l’iter è assai lungo ed impervio, l’ambasciatore ha lasciato intendere di essere rimasto ben impressionato, soprattutto dalla Cava che è ancora intensamente vissuta grazie anche alle tradizionali processioni che la raggiungono durante la Settimana Santa. Un sito condiviso, peraltro, con le vicine Modica (RG) e Rosolini (SR), alle quali Ispica potrebbe proporre un apposito partnerato, pur mantenendosene capofila.

Legambiente “Sikelion” ha sempre dedicato alla Cava un’attenzione particolare, organizzandovi diverse iniziative (come trekking ed escursioni), senza stancarsi di evidenziarne l’enorme pregio storico e naturalistico, insieme al suo altrettanto significativo potenziale turistico.
Purtroppo, non di rado è stata altresì costretta a denunciarne l’imbarazzante stato di degrado in cui l’hanno fatta scivolare l’inciviltà di pochi e l’indifferenza dei più: si pensi alle tante discariche abusive che i volontari del Cigno Verde si trovano più volte costretti a bonificare di persona, agli slavamenti di inerti e rifiuti da Cava Mortella, su cui il Circolo sembra in parte riuscito ad attirare gli occhi delle Istituzioni; ed ancora all’utilizzo abusivo di alcune grotte da parte di privati, insieme alla gestione dell’intero percorso attrezzato del versante meridionale, per la quale si è chiesta più volte la pubblicazione di un bando pubblico.
Proprio in queste settimane, poi, l’associazione sta lavorando ad uno studio su contrada Barriera, con l’intento di ottenere l’emanazione di un regolamento comunale che, in virtù del particolare valore storico-antropologico dei tornanti che la caratterizzano, imponga ai proprietari dei fondi di preservarne l’estetica, esattamente come già prevede la legge per tutti i centri storici.

«Nel momento in cui ci si sforza di attirare i riflettori di prestigiose istituzioni internazionali sulla nostra bella cittadina -ha commentato, a margine della visita, il vicepresidente di Legambiente Ispica, dott. Gaetano Donzella- tutti noi non possiamo permetterci il lusso di farci cogliere impreparati: tanto per fare un esempio, che idea si sarebbe fatto il dott. Bondin della Cava se l’avesse trovata ancora piena di copertoni e lamiere, che proprio i volontari di Legambiente hanno da poco provveduto a rimuovere? E cosa avrà comunque pensato l’ambasciatore, nello scorgere sentieri ingombri di erbacce e sterpaglie, che giusto qualche cittadino di buona volontà pare essere l’unico ad estirpare, di tanto in tanto?».
«Dal canto suo, il Cigno Verde continuerà a fare la propria parte -ha promesso- ma è indispensabile che pubblico e privato comincino a collaborare: per questo, proprio negli scorsi giorni abbiamo proposto all’Amministrazione di assegnare l’ex macello comunale, nei pressi del Parco Forza, ad una cordata di associazioni che si sono impegnate a realizzarvi iniziative ricreative e culturali; ed è per questo che ora torniamo a sollecitare Palazzo Bruno affinché intervenga quanto prima sulla “bomba ecologica” a Cava Mortella: non vorremmo che le speranze di tutti finiscano sepolte -anch’esse- sotto un cumulo di detriti e copertoni!».