Ragusa, 13esima Hybla Barocco Marathon

Tutto pronto per la “Hybla Barocco Marathon”. Sono settecento, finora, le adesioni alla competizione podistica che aprirà il 2016 con l’edizione numero tredici. La partenza, come sempre, alle 8 del mattino, da via Feliciano Rossitto. L’arrivo, dopo il classico percorso di 42 chilometri e 195 metri, nel cuore di Ibla, il quartiere barocco di Ragusa. I settecento corridori si suddivideranno tra la partecipazione alla maratona, alla “StraRagusa”, lunghezza 21 chilometri e 97 metri, con il via che sarà dato intorno alle 9,45 sempre dalla stessa base di partenza, e all’evento riservato ai camminatori. Inoltre, ci sarà pure la Family Run con partenza da piazza San Giovanni e arrivo sempre in piazza Pola a Ibla. Come ogni anno, inoltre, sarà assegnato il premio dedicato ad Emiliano Ottaviano, indimenticato dirigente sportivo scomparso in giovane età. L’organizzazione della Hybla Barocco Marathon è curata dall’associazione “Sicily is one” presieduta da Sebastiano La Mesa, con il supporto dell’associazione “No al doping” di Guglielmo Causarano ed Elio Sortino oltre al supporto dello Csain. E’ previsto il sostegno concreto da parte del Comune. Inoltre, anche quest’anno ci sarà l’appoggio dell’impresa ecologica Busso Sebastiano che gestisce il servizio di igiene ambientale in città. “Il numero molto elevato delle adesioni – affermano La Mesa, Causarano e Sortino – ci fa ritenere che si tratti già di una edizione record per quanto riguarda la presenza complessiva dei partecipanti. Ma aspettiamo comunque domenica prima di potere tracciare qualsiasi bilancio. A ogni modo, essendo il primo evento di podismo di un certo livello che apre il calendario annuale anche a livello italiano, tutta l’attenzione degli sportivi è rivolta sulla nostra città. Prevista pure una nutrita partecipazione di atleti provenienti dall’estero. E anche questa è, per certi versi, una novità che deve essere tenuta in debita considerazione”. Ecco le caratteristiche del percorso. Per i primi cinque chilometri, la maratona si snoda tra le periferie Ovest della città di Ragusa. I successivi 32 km sono ricavati per lo più in campagna, tra i villaggi e le frazioni rurali dell’altopiano. Molto suggestivo, in proposito, il passaggio da Cilone, il villaggio di Tre Casuzze, con un percorso caratterizzato dalla costante presenza dei muretti a secco, vere e proprie icone rurali del paesaggio. Nei primi 21 km del percorso sono presenti alcuni tratti “in sterrato”, con lunghezze oscillanti tra i 50 e i 300 metri. Attorno al 24esimo km, laddove il percorso della StraRagusa si congiunge con quello della maratona, viene lambita la periferia Ovest di Ragusa, con la grande rotatoria di viale delle Americhe. Da qui si prosegue poi verso altri villaggi residenziali, come Monachella, Cisternazzi, Fortugno. Il tracciato proseguirà poi nella parte che interesserà la zona industriale e anche la zona mineraria, contraddistinta dai pozzi di petrolio e soprattutto dalle due gallerie a ridosso dell’Anic. Al 32esimo chilometro, il percorso diventa pressoché in costante discesa. Il km numero 38 è caratterizzato dall’ingresso nel centro storico superiore della città di Ragusa, dal passaggio sul caratteristico “Ponte Vecchio” e lungo la piazza della Cattedrale di San Giovanni, per poi proseguire tra stradine suggestive e quindi proiettarsi verso i tornanti di corso Mazzini. Dal 38esimo chilometro in poi, cioè da corso Mazzini sino al traguardo, la maratona passa accanto a numerosi monumenti dichiarati dall’Unesco patrimonio mondiale dell’Umanità, come la chiesa di Santa Maria delle Scale, il palazzo Cosentini, la chiesa del Purgatorio e il palazzo Sortino-Trono. L’ultimo chilometro della maratona prevede 300 metri di salita impegnativa, lungo la via XI Febbraio, tra vecchie basole e stradine strette, prima dell’ingresso finale nell’isola pedonale di Piazza Duomo, dalla splendida e suggestiva arcata di via San Tommaso. Nel complesso il percorso è da ritenersi “veloce”, con una prima parte “molto ondulata”, tipicità quest’ultima dei tracciati collinari. La seconda parte risulta sicuramente più veloce, a parte il “particolare impegno” che necessita l’ultimo chilometro.