Ragusa, il messaggio di don Giorgio Occhipinti ai fedeli

A conclusione dell’anno in corso, il direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute, don Giorgio Occhipinti, ha diffuso un messaggio rivolto ai fedeli. “Al termine di questo anno trascorso tra vicende liete e meno liete – è scritto nel documento – vogliamo ringraziare il Signore perché, anche se non sempre ne abbiamo avuto la consapevolezza o non ci è stato sempre facile crederlo, Egli non ci ha mai privato della sua presenza. Ognuno rivisiti nel suo cuore quanto ha vissuto in questo anno trascorso, e ne faccia motivo di ringraziamento al Signore, facendo memoria di tutto quanto abbiamo vissuto in questi ultimi dodici mesi. Un tempo carico di gioie, ma anche di tristezze, carico di speranze, ma segnato anche dalle delusioni. Consapevoli che, come dice san Paolo, “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio”, affidiamo alla misericordia del Padre, sia le situazioni di angoscia e di paura che hanno segnato le pagine della nostra storia, sia i momenti e le persone che hanno contribuito a ridare speranza al nostro futuro”.

Ti rendiamo grazie, Signore!
Per i giorni lieti e tristi che ci hai donato …
Per le persone che hanno riacceso in noi la speranza …
Per la fede che ci ha sostenuto nei momenti difficili …
Per i bambini che in questo anno sono venuti alla luce …
Per quanti non sono stati indifferenti con chi era nella sofferenza …
Per quanti hanno donato le loro cure a chi era nella malattia …
Per quanti si sono presi a cuore la causa della pace …
Per quanti hanno lavorato per il bene comune …
Per il bene che abbiamo potuto e saputo fare …
Per la tua infinita misericordia, nonostante le nostre mancanze …

Signore, Dio del tempo e della storia,
tu solo coroni l’anno con i tuoi benefici.
Fa’ che il ringraziamento che ti rivolgiamo
al termine di quest’anno
faccia scendere su di noi l’abbondanza delle tue benedizioni.
Per Cristo nostro Signore.

Don Occhipinti, poi, ricorda che il primo giorno dell’anno celebriamo la solennità di Maria Santissima Madre di Dio, la Theotókos, colei che “ha dato alla luce il Re che governa il cielo e la terra per i secoli in eterno”. “Con Lei – aggiunge – siamo invitati a contemplare il mistero del Verbo fatto uomo, mentre ripetiamo che è nato dalla Vergine Maria. La liturgia di questo giorno è quindi una singolare occasione per rinnovare l’adorazione al neonato Principe della pace; per contemplare Dio che ha dato il suo Unigenito Figlio come capo del nuovo popolo per mezzo di Maria; per ricordare il nome dato al Messia, che ascoltiamo pronunciato con tenera dolcezza da sua Madre. Infine, la liturgia in questo giorno ci invita ad invocare per il mondo la pace, la pace di Cristo, attraverso Maria, mediatrice e cooperatrice di Cristo. Provvidenzialmente questo ottavo giorno dopo il Natale coincide con il primo dell’anno, ed è cosa molto bella iniziare un nuovo anno nel Nome di Maria, celebrando una Festa che è tra le più belle in suo onore. Auguro a tutti voi l’inizio dell’Anno 2016 con questa bellissima immagine della Madonna con il Bambino, che trovate in allegato, opera del maestro Franco Cilia, che ringrazio di cuore per la gentile concessione e collaborazione. Iniziamo l’Anno Nuovo aprendo le Porte ai fratelli e alle sorelle che vivono e sperimentano le varie forme di fragilità e di sofferenza per capire meglio il significato della Misericordia. Le vere Porte Sante non sono soltanto quelle delle Basiliche e delle Cattedrali, ma anche quelle dei quartieri dove dimorano povertà, sofferenza e indifferenza, degli ospedali, delle Case di Riposo e delle carceri. La misericordia va vissuta e non può essere equivocata riducendola a un semplice rito. Con queste parole auguro a tutti voi un sereno e felice Anno Nuovo 2016”.