Confcommercio Ragusa, innalzato il limite dei contanti

Dopo che il Senato ha dato il via libera alla legge di Stabilità 2016, inserendo, tra i provvedimenti approvati, l’innalzamento del limite dei contanti per gli acquisti dagli attuali 1.000 a 3.000 euro, il presidente del sindacato provinciale gioiellieri, Enzo Buscemi, esprime grande soddisfazione. “Il provvedimento – afferma – potrebbe dare nuova linfa ad un mercato, soprattutto per le zone a ridosso dei confini nazionali, che ha sofferto con l’entrata in vigore del decreto Salva Italia varato nel 2011 dal governo Monti, decreto che prevedeva appunto la limitazione a 1.000 euro. Se da un lato il governo dà la possibilità di utilizzare con maggiore libertà il contante, dall’altro lato vi è l’incentivo ad utilizzare la moneta elettronica”. Dal 1° gennaio 2016 finalmente, è proprio il caso di dirlo, verrà meno un limite che ha visto Federpreziosi - con tutte le sue componenti territoriali, dalla Lombardia, al Trentino, alla Liguria alla Sicilia - in prima linea per rivedere un provvedimento adottato in un Paese come il nostro dove la moneta elettronica è ancora poco utilizzata senza che, per contro, il tetto ai contanti abbia contribuito alla sua diffusione. “Nel nostro caso – prosegue Buscemi – in molti sceglievano la vicina Malta per le proprie spese in contanti, sottraendo ricchezza al nostro territorio. Come dice il nostro presidente nazionale Pino Aquilino, siamo convinti che nell’attuale situazione della nostra economia, il nuovo limite - sicuramente in linea con molti Paesi comunitari, ma molto al di sotto dei 10.000 euro previsti dalla direttiva comunitaria - possa contribuire al rilancio dei consumi. Dall’altro canto, la riduzione dei costi delle intermediazioni bancarie prevista dal regolamento europeo in vigore dal 9 dicembre, che prevede tetti massimi alle commissioni, può sicuramente incentivare i pagamenti elettronici. Ora che un grande passo avanti è stato fatto, Federpreziosi solleciterà il Governo affinché riveda l’obbligo di registrare e comunicare i dati degli acquirenti che spendono più di 3.600 euro introducendo un sistema di fatturazione elettronica che renda questo obbligo meno gravoso per le imprese del settore”.