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Il 4 novembre pellegrinaggio al cimiteo di Ragusa

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Il 4 novembre pellegrinaggio al cimiteo di Ragusa Il 4 novembre pellegrinaggio al cimiteo di Ragusa

L’ufficio diocesano per la Pastorale della Salute, insieme con i componenti della cappellania ospedaliera, delle associazioni di volontariato e con la partecipazione dei fedeli, ha organizzato, per mercoledì 4 novembre, un

L’ufficio diocesano per la Pastorale della Salute, insieme con i componenti della cappellania ospedaliera, delle associazioni di volontariato e con la partecipazione dei fedeli, ha organizzato, per mercoledì 4 novembre, un pellegrinaggio al cimitero centrale di Ragusa con la celebrazione della santa messa per le famiglie che hanno subito gravi lutti. L’appuntamento è aperto a tutti i cittadini che intendono essere presenti in segno di solidarietà. Il momento d’incontro è fissato alle 15 davanti al portone del cimitero. Il pellegrinaggio sarà strutturato nel modo seguente: preghiera per i defunti secondo le intenzioni del Papa durante il percorso dall’entrata del cimitero; santa messa in suffragio per coloro che hanno perso la vita in giovane età e per le loro famiglie. “Il pellegrinaggio – spiega don Giorgio Occhipinti, direttore dell’ufficio diocesano - vuole essere un momento di condivisione con le famiglie che portano il peso della grande sofferenza per la perdita dei loro cari e rispetto a cui non ci sono parole che possano portare rimedio o consolazione. Chi ha subìto un grave lutto ha però bisogno di sentire la presenza affettiva di amici e conoscenti e di sapere di avere accanto persone realmente attente e disponibili all'ascolto. Non si può proteggere chi è in lutto dal dolore della perdita, ma lo si può sostenere in un momento così penoso aiutandolo ad esprimere le proprie difficoltà e i suoi sentimenti dolorosi”. Il pellegrinaggio è stato appositamente organizzato dopo pochi giorni la ricorrenza della commemorazione dei defunti. “Non esistono gesti speciali da compiere o "frasi fatte" che tutti conoscono per poter alleviare la sofferenza – continua don Occhipinti – vi sono però molti modi in cui si può essere davvero di sostegno a chi soffre. Bisogna ricordare che ognuno ha modi e tempi diversi per affrontare il suo dolore, modi e tempi che variano in relazione alla sua storia, alla sua età, alla qualità e intensità della relazione, al ruolo che aveva la persona scomparsa, alle modalità del decesso”.  

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