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La lunga marcia dei neoliberali per governare il mondo

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La lunga marcia dei neoliberali per governare il mondo La lunga marcia dei neoliberali per governare il mondo

Repubblica lunedi 27 luglio 2015 ha pubblicato un saggio di Luciano Gallino che mi ha incuriosito subito. Infatti, racconta come la fondazione della Mont Pèlerin Society (Mps) nata in Svizzera nel 1947 ha portato il neoliberismo a conquistare un’egemonia totalitaria sull’economia e la politica dell’intera Europa (e non solo).
Il piccolo gruppo di economisti (38) chiamati a raccolta da Friedrich von Hayek sono diventati oltre 1000 alla fine degli anni 90 sparsi in tutto il mondo sebbene la maggior parte continuasse a provenire dall’Europa.
I soci della Mps erano e sono l’essenza del neoliberalismo: “la liberalizzazione dei movimenti di capitale, la superiorità fuor di discussione del libero mercato, la categorica riduzione del ruolo dello Stato a costruttore e guardiano delle condizioni che permettono la massima diffusione dell’uno e dell’altro. Grazie a questo immenso e capillare lavoro, verso il 1980 le dottrine economiche e politiche neoliberali avevamo occupato tutti gli spazi essenziali nelle università e nei governi”.
Reagan e la Thacher negli anni delle loro presidenze (anni ottanta) furono notevolmente influenzati dalle teorie di Karl Popper e di Milton Friedman, inoltre la gran parte dei loro consiglieri economici erano membri della Mps.
L’egemonia sulla cultura e sulla prassi economica-politica comincia sin dagli anni 80 riducendo all’insignificanza i filoni di pensiero che s’ispiravano al Keynesismo. “A forza di liberalizzazioni ispirate dalla cultura Mps, il sistema finanziario domina la politica non meno dell’economia, come ha dimostrato per l’ennesima volta il caso greco”. Adesso la cultura economica neoliberista da oltre 15 anni subisce pesanti frenate:”I primi anni 2000 hanno visto il crollo delle imprese dot.com, glorificate dagli economisti neoliberali, che in nove casi su dieci erano trovatine su cui le borse, in nome dell’ipotesi che i mercati sono sempre efficienti, scommettevano miliardi di dollari. I secondi anni 2000 hanno assistito al quasi crollo dell’economia mondiale, minata dalla finanza basata deliberatamente su milioni di mutui ipotecari che le famiglie non avevano i mezzi per ripagare”. Anche le politiche ispirate all’austerità si sono rivelate incapaci di risolvere i problemi dell’economia mondiale, nonostante ciò “ continuano a occupare il ponte di comando delle politiche economiche della UE”.

Gallino nel suo articolo, chiede a Gramsci - se ciò fosse stato possibile - come mai le sinistre sono state travolte senza opporre resistenza all’offensiva egemonica del neoliberismo partita nel 1947 dal Monte Pèlerin?
Come mai le sinistre non hanno argomentato “la superiorità tecnica, economica, civile, morale della sanità pubblica su quella privata; delle pensioni pubbliche su quelle private, a fronte degli attacchi quotidiani alle prime dei media e dei politici, basati in genere su dati scorretti; dello Stato sulle imprese private per produrre innovazione e sviluppo, oggi come in tutta la seconda metà del Novecento; dell’importanza economica e politica dei beni comuni sull’assurdità delle privatizzazioni”? Conclude amaro “Le sinistre non ci hanno nemmeno provato.”


F.to Pietro Storniolo
 

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Quotidiano di Ragusa

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