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Teresa Mannino a Ragusa

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Teresa Mannino a Ragusa Teresa Mannino a Ragusa

Una comicità spontanea, irriverente. Un sarcasmo tipicamente siciliano, anzi più propriamente palermitano. Capace di intrattenere il pubblico sulle corde di una ironia semplice, mai banale, a tratti anche dotta. E poi una simpatia

Una comicità spontanea, irriverente. Un sarcasmo tipicamente siciliano, anzi più propriamente palermitano. Capace di intrattenere il pubblico sulle corde di una ironia semplice, mai banale, a tratti anche dotta. E poi una simpatia naturale che la fa entrare subito in empatia con chi assiste ai suoi spettacoli. Tutto questo, e molto altro ancora, è stata Teresa Mannino con il suo “Sono nata il ventitré” che, sabato e domenica scorsi, per la rassegna “Teatro In Primo Piano” promossa dall’associazione culturale Abc, ha fatto registrare il tutto esaurito all’auditorium della Scuola dello sport di Ragusa. Un viaggio nei ricordi dell’infanzia ma capace anche di incursioni nel mondo della letteratura. Tutto, infatti, comincia da una riscoperta, la lettura dell’Odissea, con il libro di scuola che salta fuori dopo un trasloco da una casa all’altra. Prima, però, la Mannino non ha difficoltà alcuna a dimostrare la versatilità da artista, a intrattenersi, diremmo a braccio, per oltre un quarto d’ora con il pubblico, giocando anche sul fatto (è accaduto nella rappresentazione di sabato) che due spettatori erano arrivati in ritardo (perché provenienti da Siracusa, “ma meglio che non parliamo della condizione delle strade della nostra regione – ha detto la Mannino – perché altrimenti non ne usciremmo più), riservando poi agli stessi la standing ovation del pubblico, nel momento in cui sono entrati in sala, oltre a scambiare qualche chiacchiera informativa con gli stessi, la Mannino sul palco e loro comodamente seduti in poltrona. Comicità vera, insomma, improvvisata, attingendo alle proprie risorse personali, come solo i grandi attori riescono a fare. Nel suo viaggio nei ricordi dell’infanzia, la Mannino spazia anche da un affresco sulla prima comunione (proponendo una sua foto d’altri tempi) al cambio di fisionomia dei calciatori, dalla figurina di un Sandro Mazzola baffuto a quella di un gruppo di calciatori griffati dei giorni nostri (“me li farei tutti quelli della foto, ma Pirlo forse no”). Una Mannino capace di dissacrare tutto e tutti, in oltre due ore di divertenti trovate umoristiche e di gags irresistibili che hanno appassionato chi era presente dal primo all’ultimo minuto. La scenografia ricorda la Palermo dei suoi giorni, lei che è nata il 23 novembre del 1970 e che dunque, come ha rammentato, ha festeggiato il proprio compleanno da poco. Una cabarettista pura, assoluta, per uno spettacolo di grande richiamo che, non a caso, ha suscitato, nel finale, applausi convinti da parte del pubblico che più volte l’ha richiamata sul palco. 

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