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La festa della donna e il gesto significativo di Deborah Iurato

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La festa della donna e il gesto significativo di Deborah Iurato La festa della donna e il gesto significativo di Deborah Iurato

“Vorrei mettere in evidenza il bellissimo e significativo gesto di Deborah Iurato che intendo trasmettere ai ragusani in occasione della Giornata internazionale della donna”. E’ quanto sottolinea don Giorgio Occhipinti, direttore

“Vorrei mettere in evidenza il bellissimo e significativo gesto di Deborah Iurato che intendo trasmettere ai ragusani in occasione della Giornata internazionale della donna”. E’ quanto sottolinea don Giorgio Occhipinti, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute di Ragusa, che chiarisce come sarà disponibile gratuitamente, sul sito di Tgcom24, da oggi fino a lunedì prossimo, 9 marzo, il nuovo singolo dell’artista ragusana dal titolo “L’amore non è”. La canzone, scritta per la vincitrice della scorsa edizione di Amici da Lorenzo Vizzini, un altro ragusano, è dedicata, come dice la stessa Deborah, “a tutte le donne che continuano a lottare con determinazione per avere riconosciuti i loro diritti e contro ogni forma di violenza”. D’altronde sono proprio le donne, le protagoniste del nuovo progetto discografico di Deborah Iurato, intitolato emblematicamente Libere e prodotto da Mario Lavezzi.
Storia della Festa della Donna
La festa della donna ha la sua origine all'inizio del XX secolo quando un gruppo di operaie ha fatto sciopero per protestare contro le loro condizioni lavorative. L'origine della Festa dell'8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano. Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu proprio l'8 Marzo che i proprietari dell'azienda bloccarono le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa. Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.
Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle donne italiane che, come le altre, cercavano di migliorare la loro condizione di vita. L'8 marzo assunse col tempo un'importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il riscatto della propria dignità. L'8 marzo è quindi il ricordo di quella triste giornata. Non è una "festa" ma piuttosto una ricorrenza da riproporre ogni anno come segno indelebile di quanto accaduto il secolo scorso.
Domani, domenica 8 marzo, in cappella all'ospedale Civile di Ragusa, per la III domenica di Quaresima, durante la santa messa delle 10 presieduta da don Giorgio Occhipinti si pregherà per le donne vittime di violenza fisica e psicologica. E, a seguire, ci sarà il rito di benedizione delle donne. I fedeli sono invitati a partecipare.
 

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