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Ragusa, mercoledì la XXXIII giornata mondiale del malato

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Ragusa, mercoledì la XXXIII giornata mondiale del malato Ragusa, mercoledì la XXXIII giornata mondiale del malato

Tutto pronto a Ragusa per la celebrazione della XXIII edizione della Giornata mondiale del malato in programma per mercoledì 11 febbraio in cui si invita la comunità cristiana a chiedere al Signore il dono della sapienza del cuore.

Tutto pronto a Ragusa per la celebrazione della XXIII edizione della Giornata mondiale del malato in programma per mercoledì 11 febbraio in cui si invita la comunità cristiana a chiedere al Signore il dono della sapienza del cuore. Numerosi gli appuntamenti promossi dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute nei vari comuni della Diocesi. Quello centrale è in programma in Cattedrale a Ragusa a partire dalle 15,30 con l’accoglienza dei malati e con la testimonianza dell’Unitalsi sul servizio che svolgono a favore degli stessi e dei diversamente abili al Santuario di Lourdes. Alle 16 la celebrazione eucaristica sarà presieduta da mons. Angelo Giurdanella, vicario generale della Diocesi di Noto. Nella mattina sempre dell’11 febbraio, lo stesso mons. Giurdanella presiederà una celebrazione eucaristica nella cappella dell’ospedale Civile, a partire dalle 10, animata dal Centro diurno Alzheimer. Subito dopo, nella giornata della Memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, seguirà la processione con il simulacro della Madonna dalla cappella al Centro diurno. In occasione della Giornata mondiale del malato, il vescovo, Paolo Urso, celebrerà a Comiso, sempre mercoledì alle 16, nella chiesa di San Biagio.
“Il messaggio di Papa Francesco diffuso proprio in occasione di questo importante avvenimento – dice don Giorgio Occhipinti, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute – ci ha riempito l’anima perché si parla della sapienza del cuore che non è una conoscenza teorica, astratta, frutto di ragionamenti. È, piuttosto un atteggiamento infuso dallo Spirito Santo che rende capaci di aprirsi alla sofferenza dei fratelli e riconoscere in essi l’immagine di Dio, divenendo «occhi per il cieco» e «piedi per lo zoppo». E' dono della capacità di uscire da sé verso il fratello, senza giudicarlo. L’esigenza di chiedere a Dio questo dono si fa ancora più forte quando la malattia bussa alla porta e fa sentire la sua scomoda voce. E il dono della Sapienza del cuore fa riconoscere nella Croce di Gesù l'atto supremo di solidarietà di Dio con noi. Illuminate da questa Sapienza, anche le persone immerse nel mistero della sofferenza e del dolore, accolto nella fede, possono diventare testimoni viventi di una fede che permette di abitare il tempo della sofferenza uniti all'amore di Cristo. Ecco perché ogni comunità cristiana è invitata a trovare i modi opportuni per esprimere, nella Giornata a loro dedicata, la propria vicinanza ai malati e ai diversamente abili. Le proposte diocesane non intendono e non possono sostituire le iniziative nelle parrocchie e unità pastorali. Esse sono, semmai, opportunità per aiutare a ravvivare la carità e crescere in spirito di preghiera, incoraggiati dall'esempio di Papa Francesco. Nel medesimo tempo è occasione nella quale i cristiani ammalati, disabili, sofferenti si riuniscono per offrire la propria preghiera e la propria vita per invocare dal Signore e da Maria le grazie necessarie alla Chiesa per vivere in modo autentico e fedele la propria missione. La visita agli infermi, specialmente a coloro che a ragione della loro condizione di salute risultano istituzionalizzati, è atto squisito di carità pastorale. Essa «rimane un capitolo importante della pastorale. Chi ha visto il prete – come dice Luciano Monari nella lettera pastorale “Tutti siano una cosa sola” del 2010 – venire a visitare un suo familiare, nutre facilmente verso quel prete riconoscenza e affetto; una famiglia invece che si sente trascurata, difficilmente potrà superare un atteggiamento di indifferenza».
La giornata mondiale del malato si concluderà, a Ragusa, nella chiesa del Crocifisso alle 18 dove, alla presenza delle suore cappuccine, don Occhipinti, che è anche cappellano onorario del santuario di Lourdes, celebrerà l’atto di affidamento dei malati alla Madonna in comunione con il santuario francese.
 

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