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Il romanzo “Ruga” di Carlo Truppi, al Caffè Quasimodo

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Il romanzo “Ruga” di Carlo Truppi, al Caffè Quasimodo Il romanzo “Ruga” di Carlo Truppi, al Caffè Quasimodo

Incontro molto dinamico, efficace ed apprezzato dal pubblico quello con lo scrittore Carlo Truppi, tenutosi nell’ambito dei sabati letterari del Caffè Quasimodo di Modica e in collaborazione con la Fidapa. L'autore,

Incontro molto dinamico, efficace ed apprezzato dal pubblico quello con lo scrittore Carlo Truppi, tenutosi nell’ambito dei sabati letterari del Caffè Quasimodo di Modica e in collaborazione con la Fidapa. L'autore, architetto-scrittore, già Preside della Facoltà di architettura dell'Università di Catania, si è rivelato di una grande semplicità, unita ad un’ altrettanta profondità artistica e letteraria. Le melodiose note del M° Preside Carrubba hanno fatto da sfondo alla narrazione della vicenda dei protagonisti del romanzo di Truppi, dal titolo Ruga; un romanzo che Lucia Trombadore ha illustrato nella sua metasemantica a partire dal lemma del titolo e dall'ossimoro iconico della copertina. Come sempre affabulanti e coinvolgenti le letture di Daniele Voi. Interessante e apprezzato dagli intervenuti anche il video realizzato sul tema del romanzo da due studenti dell'indirizzo classico del "Galilei-Campailla", Gaia Cannizzaro e Rita Burragato della classe 5B. L’Autore ha fatto riflettere, fra l'altro, sulle rughe dell'anima, cioè le ferite della vita che spesso bloccano il vissuto umano ed ha lanciato messaggi in difesa della bellezza del paesaggio e dei luoghi delle città, che – concordando con una citazione di La Pira – “ hanno una loro vita e un loro essere autonomo, misterioso e profondo: esse hanno un loro volto caratteristico, per così dire una loro anima e un loro destino: esse non sono occasionali mucchi di pietre, ma sono misteriose abitazioni di uomini e in un certo modo le misteriose abitazioni di Dio”.
“Truppi è un autore – ha concluso Domenico Pisana, Presidente del Caffè Quasimodo, che mette a nudo la sua anima dentro l’orizzonte di un vero rapporto tra l’io e gli altri, tra il sogno e la realtà, fra il ‘progetto- pensato’ e il ‘costruito-realizzato’. Il suo romanzo, Ruga, apre scenari sui luoghi dell’anima, luoghi fisici e spirituali che l’autore chiamati ‘sipari’, uno dei quali ricercato e trovato dal protagonista Renzo e dalla sua compagna Marta, al termine di un viaggio che tocca città spagnole come Ribadeo e Finisterre, nella città di Noto, capitale di arte, architettura e barocco, dove, nel rispetto dell’identità del luogo, i due decidono di realizzare la loro casa, la loro Cattedrale dell’Amore”.

 

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