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Parco Costa di Carro: "dove sono gli enti che dovrebbero vigilare?"

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Parco Costa di Carro: "dove sono gli enti che dovrebbero vigilare?" Parco Costa di Carro: "dove sono gli enti che dovrebbero vigilare?"

Riceviamo e pubblichiamo

“Vi allego qualche foto scattata durante una passeggiata lungo la zona costiera di Costa di Carro, partendo da Sampieri. Mi sono fermata molto prima della casetta della forestale e non ho proseguito oltre: era già abbastanza deprimente lo scenario che mi si è palesato, non so cosa altro poteva riservarmi la passeggiata. Credo che le due siringhe, di cui una con ago e l'altra senza, mi abbiano lasciato con un punto interrogativo ancor più grande rispetto a quell'enorme tubo "alieno", adagiato vistosamente tra i ciottoli. Non facevo una passeggiata lì da qualche anno. Non so come si presentava questa stessa area durante l'estate (periodo di maggiore fruizione del luogo per villeggianti e turisti) e, sinceramente, mi imbarazza anche solo immaginarlo. Costa di Carro sarebbe area SIC? Parco? Per accertarmene ulteriormente, data l'incredulità per l'abbandono in cui versa, ho sfogliato qualche articolo online. Ho trovato una relazione tecnica del comune di Scicli sul piano di utilizzo del demanio marittimo, con data 01.02.2007 e revisionata il 10.04.2007. Con rammarico, tra le attività complementari alla fruizione costiera, si leggeva: Comune di Scicli: Riqualificazione ambientale Costa di Carro – P.I.T. 4 “Le Vie del Barocco”. Leggo ancora, in un comunicato stampa del comune di Scicli con data 29/04/2010, "il Parco di Costa di Carro verso l'affido alla forestale". http://www.comune.scicli.rg.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3243
Poi si leggono tanti altri articoli, su bonifiche avvenute qualche anno fa e belle iniziative di escursionismo indette da associazioni. Allo stato attuale, non è certo tempo di escursioni, viste le sorprese per nulla naturalistiche. E non lo scrivo con tono di scherno: rammarico e indignazione e, al tempo stesso, necessità di continuità da parte degli enti pubblici e delle figure coinvolte. Un luogo che fino a qualche anno prima rientra in un progetto di escursionismo organizzato da un'associazione, manifestazione che proclama l'intento di valorizzazione e sensibilizzazione del patrimonio naturalistico, come può versare in uno stato di totale abbandono? Non credo di essere stata la prima o l'ultima persona a essersi accorta di questo degrado, ma il punto interrogativo che mi ha accompagnata di rientro dalla passeggiata è legato alla considerazione che io non sono un'addetta ai lavori, non sono una delle figure preposte a vigilare sulla zona, a prendermene cura, a tutelarla, a pianificarne la pulizia e controllarne lo stato. Dove sono quei soggetti, enti pubblici, associazioni che dovrebbero vigilare sul territorio (nel caso specifico etichettato addirittura come area SIC e proclamato parco?!?!). Questo scempio è solo destinato ad aumentare se non si attivano delle misure che prevedano una bonifica e un monitoraggio dell'area”.

 

Serena Carpinteri
 

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Quotidiano di Ragusa

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