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Internet? La politica non è "Mi piace!" di Facebook

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Internet? La politica non è "Mi piace!" di Facebook Internet? La politica non è "Mi piace!" di Facebook

"Veramente oggi si crede che la credibilità della politica nazionale e delle amministrazioni locali si misura, in base alla quantità dei “Mi Piace” cliccati sui social network?".
E’ questa la preoccupante domanda sempre più frequente che viene rivolta ai dirigenti del Laboratorio Politico Berlinguer.  Negli ultimi anni il web ha cambiato anche il modo di fare politica. Si è passati dai comizi in piazza, nei quali si condivideva la passione, l’entusiasmo, il senso del dovere, il coraggio di difendere le proprie idee, alle fredde e apatiche dirette in streaming, che se da un lato hanno avvicinato i giovani alla politica, dall’altro hanno estromesso tutti i cittadini che non utilizzano tali strumenti.
La maggior parte dei politici apre un profilo web perché “ non si può non esserci”, molti hanno iniziato per dare un’immagine di dinamismo e di modernità, altri perché ne hanno intuito il potenziale comunicativo. L’attività politica difatti è sempre stata legata alla capacità di comunicare, ma mai come adesso in un tempo contrassegnato dalla comunicazione globale e dalla rivoluzione digitale il rapporto tra comunicazione e politica è stato così interdipendente, tanto da poter affermare che “fare politica è comunicare e comunicare è interagire”. Ed è attraverso la comunicazione che avviene la costruzione sociale della realtà, anche della realtà politica. Comunicare è un bisogno primario dell’uomo, è la “conditio sine qua non” della vita umana e del sistema sociale. E’ la capacità di comunicare che permette all’uomo una vita sociale, il contatto con le altre persone, il senso di appartenenza. La capacità di relazione e di conoscenza dell’uomo si realizzano attraverso la comunicazione, il senso di identità si forma sul tipo di interazione che l’uomo stabilisce con gli altri, ecco perché ogni persona è “ uno, nessuno e centomila” come ci insegna Pirandello, a secondo del ruolo sociale che riveste in un dato momento.
Il mondo del web pone l’uomo in condizione di una conoscenza illusa e di una perdita di curiosità: si ha come l’impressione di avere tutto a portata di mano, e che per questo, è inutile leggere, sapere, chiedere, informarsi, se necessario basteranno un paio di click o poco più…
Dunque la perdita di curiosità dettata dalla illusione di conoscenza è un pericolo che ogni individuo in generale, ed un politico in particolare, non può sottovalutare, ecco perché, partendo soprattutto dalle nuove generazioni, ci si augura un processo di iniziazione alla consapevolezza, che come spesso accade è un buon punto di partenza per la “guarigione”. Il Laboratorio Politico Berlinguer consapevole che i Social Network stanno logorando il dialogo e i rapporti interpersonali, si domanda: “Ma vivendo in una sorta di piazza virtuale, non si corre il rischio di costruire una realtà virtuale?”
Con l’avvento di internet e dei social network il processo comunicativo ha subito un mutamento radicale, non si tratta di un’ esplosione del progresso, quanto piuttosto di un’implosione delle sensazioni, dei sentimenti, delle emozioni del genere umano. Se è vero che da un lato queste piattaforme web permettono una forte interazione, seppur abbastanza sterile fra gli utenti della rete, una socializzazione , spesso fuorviata, e lo scambio di risorse e di informazioni non sempre attendibili, è vero anche che dall’altro lato l’utilizzo sconsiderato di tali strumenti erode il rapporto con il reale portando l’utente altrove lontano
“ dall’ hic et nunc”.
Non ci sono vere e proprie strategie, se non quella del buon senso: come ci si da delle regole di comportamento nella vita reale, occorre farlo anche nel mondo virtuale. Un uso attento e consapevole di questi nuovi strumenti di comunicazione non può che essere costruttiva, ma un uso improprio muta negativamente l’impatto sulla qualità e sulla modalità delle relazioni interpersonali.
In un periodo caratterizzato oltre che da una profonda crisi non solo economica-politica, ma anche valoriale, sociale e culturale, nel quale gli strumenti della comunicazione tra individui sono cambiati, il cittadino sente ancora viva l’esigenza di rapportarsi con le istituzioni in modo reale, non cliccando semplicemente “Mi Piace” o“ Condividi” su un link, ma sentendosi rappresentato da dirigenti che pongano concretamente al centro del loro operato le enormi difficoltà dei cittadini dimostrando così umiltà, capacità, e senso di responsabilità.

Laboratorio Politico Berlinguer
 

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