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Istituire tavoli operativi per un progetto culturale del territorio ragusano

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Istituire tavoli operativi per un progetto culturale del territorio ragusano Istituire tavoli operativi per un progetto culturale del territorio ragusano

Perché non istituire tavoli operativi per un Progetto culturale del territorio ragusano? I corti di Chiara Ottaviano e Manuel Giliberti.

 

La manifestazione del video lab,festival del cinema a Kamarina, 21/24 agosto,pone alcune questioni riguardanti la qualità delle proposte,che significano crescita per un popolo e qualità di vita,cui dovrebbero mirare amministrazioni,al di là del loro colore politico.Purtroppo,invece,si assiste ad un abbandono dell'area di Kamarina da parte dell'Amministrazione Comunale di Ragusa,che ha organizzato alcune proposte interessanti cinematografiche,teatrali,ma senza un Progetto Culturale sull'area archeologica, che in molti pensano che appartenga a Vittoria,ma non a Ragusa. Finchè,non si capirà che il turismo culturale si incentiva anche grazie alle manifestazioni nelle aree archeologiche,come ha capito il Parco archeologico di Agrigento con i 40 eventi ivi organizzati,saremo lontani di vedere crescita in termini di turismo, di persone e cittadini. Purtroppo,assistiamo ad un'assenza di Progetto culturale nell'area ragusana, se pensiamo alle poche manifestazioni a Marina di Ragusa, ad esempio.Marina di Ragusa è una perla dell'isola siciliana,conosciuta per il suo mare,che accoglie non solo ragusani,ma turisti,che la sera si pongono il problema di vedere delle cose interessanti. Un Progetto culturale vuole non proposte sporadiche,ma un respiro mediterraneo ed europeo,che permetta di far rivivere le piazze, duca degli Abruzzi, Piazza Malta, e non solo il porto, e dia la possibilità di una crescita collettiva. Ad esempio,i corti proposti a Kamarina sono di respiro europeo e mediterraneo, che danno alle persone possibilità di pensare e confrontarsi.

Invece,il metro e le scelte sono basate essenzialmente,come al solito , sul gradimento televisivo,sulle Miss, sulla quantità e non sulla qualità, e senza un Progetto culturale generalmente. Questo è quello che notiamo ,ascoltando cittadini ,ragusani e turisti. Manca,a Ragusa,come nelle aree marine, un Progetto Culturale, nel centro storico di Ragusa, nelle piazza per rivitalizzarle. Gli interventi sono sporadici e senza un filo conduttore.Purtoppo,la cultura viene vissuta come un abbellimento,un suppelletile,su cui esprimere la gradevolezza,ma non si riesce a far capire che questa è motore di sviluppo,che i beni appartengono all'umanità e rivivono grazie a noi, e che qualità non è quantità, ma è la prima che permette crescita per una popolazione. Vorremmo dire all'Amministrazione che tavoli operativi con Associazioni,Fondazioni,operatori culturali, turistici,non solo del M5S, cittadini probabilmente sarebbero una soluzione alla costruzione di un Progetto culturale vero. Quanto detto vuole semplicemente dire che un progetto è prima territoriale,sociale e quindi culturale. Quanto detto sembra distanziarci dalla Manifestazione,che annoveriamo tra quelle di pura qualità,in quanto hanno avuto il pregio di raccontare storie,narrazioni e grandi interpretazioni, asserisce solo un fatto,un Progetto Culturale è prima territoriale e poi artistico.I corti sono come un libro da leggere a capitoli,che riempiono il nostro immaginario e lo creano. E' stato questo che abbiamo sentito emozionalmente e che hanno costituito l'alto gradimento del pubblico plaudente e coinvolto. Si respirava a Kamarina, quel magico luogo scelto dai Greci per loro città , nel luogo antistante il museo,con questo aperto al pubblico,il mare scrosciante,l'aria notturna e la brezza,un fascino che esulava dai corti,ma ha dato loro più pregnanza. Notevoli ,i corti di Chiara Ottaviano, sulla storia orale ricostruita dai racconti di anziane donne,uomini, che ricordavano il fascismo, di Manuel Giliberti, su Falcone e sulla legalità, sull'uomo e sull'eroe, quelli di suspence,quello sulle berte,uccelli migranti dall'Africa , al Mediterraneo,all'Atlantico, che vivono a Linosa, a quelli prettamente sociali, a quelli sui sassi di Matera, bene Unesco. Il festival è realmente mediterraneo ed europeo,ma radicato nel territorio e tra la sua gente.Grande lavoro per il videolab!!! Ci complimentiamo con la Giuria,ma soprattutto con Manuel Giliberti,che con la sua firma e scelta,quast'anno, a Siracusa,con le rappresentazioni classiche ,opera compresa, e oggi con il videolab, che ha dato quel tocco particolare dei veri intellettuali ed artisti all'insieme.

 

Rosanna Bocchieri 

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Rosanna bocchieri
Articolo diRosanna Bocchieri

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