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Lettera aperta di Carmelo Comisi “La Vittoria che vorrei”

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Lettera aperta di Carmelo Comisi “La Vittoria che vorrei” Lettera aperta di Carmelo Comisi “La Vittoria che vorrei”

Nonostante manchino circa due anni alle elezioni amministrative, in Città i diversi schieramenti scaldano già i motori. Coloro che rappresentano i partiti nazionali cercano di mediare tra le ambizioni di qualcuno e la decenza di facciata, altri fondano gruppi che dovrebbero mascherare la loro identità, altri ancora cercano l’opportunità nel grande ufficio di collocamento della politica. Ma che sia per il potere o per necessità di sopravvivenza, la storia non cambia, la situazione politica vittoriese, al momento, è davvero desolante e, purtroppo, all’orizzonte non si vede niente di concreto su cui deporre le poche speranze rimaste.
Quello che vorrei è qualcuno che si faccia latore prima ed esecutore poi delle istanze che riguardano il benessere di Vittoria, qualcuno che responsabilmente dica che ormai per amministrare la Città, in modo che non finisca nel fondo di quel baratro in cui precipita da decenni, bisogna risparmiare, razionalizzare e tentare di ristabilire le condizioni minime di civiltà, nient’altro e niente di più.
Dopotutto le “grandi” promesse, gli specchietti per le allodole che servono a suscitare speranze nei cittadini per ottenere voti, sono troppo spesso state deluse per risultare ancora credibili. E adesso che i “postifici” delle municipalizzate AMIU e servizio VAT non esistono più, forse una discreta fetta di popolazioni voterà in maniera più assennata. Ammesso che ci sia veramente la possibilità di una scelta assennata. Nella Vittoria che vorrei non si dovranno noleggiare vetture per il trasporto istituzionale, non si dovrà contribuire più, con soldi pubblici, alle feste parrocchiali e laiche, non si dovranno nominare consulenti straordinari, staffisti ed esperti vari, perché per quei compiti basteranno gli assessori. Nella Vittoria che vorrei bisognerà istallare, negli uffici comunali e nelle scuole, contatori a timer che dopo un certo orario smettono di erogare elettricità, bisognerà che avvenga un ridimensionamento degli stipendi dei dirigenti e degli amministratori, bisognerà risparmiare sull'illuminazione stradale utilizzando le lampade a basso consumo e i sistemi intelligenti che di giorno disattivano le luci, bisognerà spegnere i lampioni di tutte quelle stradine di campagna, desolate e disabitate, che scellerate scelte amministrative hanno illuminato. Insomma, nella Vittoria che vorrei non dovrà più esserci spazio per i clientelismi e per gli sprechi.Ovviamente questa nuova Vittoria dovrà fare i conti con la molteplicità degli aspetti che la riguardano: l’agricoltura, la frazione marinara, il turismo, la discarica ecc… Ma sono fermamente convinto che ci sono tanti semplici cittadini vittoriesi che possono contribuire ad un vero progetto civico fatto nell’interesse esclusivo della Città, purché lo vogliano e purché la smettano con l’atteggiamento pessimista per cui nulla può cambiare.

Scritto da Carmelo Comisi
 

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