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La provincia “babba” cambia volto

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La provincia “babba” cambia volto La provincia “babba” cambia volto

I cittadini dei Comuni che facevano parte dell’ ormai ex Provincia di Ragusa, sono sempre stati definiti “babbi” dagli abitanti di altre Province siciliane, notoriamente diversi rispetto all’indole pacifica e alla laboriosità che ha sempre contraddistinto le popolazioni iblee.
Consapevoli delle loro caratteristiche, non hanno mai polemizzato sull’aggettivo, attribuendo al termine più che il significato di stupidi quello di persone pacifiche.
Ma i tempi cambiano e spesso in peggio ed è divenuta sempre più frequente la presenza sui giornali per fatti di cronaca che riguardano proprio i cosiddetti “babbi” d’una volta. Anche a Modica, che fino a non molto tempo fa si respirava un’aria più pulita rispetto ad altre realtà della stessa Provincia, accadono fatti che non possono non indurre alla considerazione che una parte del tessuto sociale si è modificato in peggio.Troppo frequenti gli incendi dolosi a vetture di cittadini e a locali commerciali come conseguenza d’una richiesta di pizzo non corrisposta; troppo eloquenti gli atteggiamenti di taluni che non rispettano il codice della strada e se qualcuno si permette di farlo osservare, bene che gli vada prende una scarica di parole degne di chi le pronuncia; troppo forti i toni di alcune teste calde verso le forze dell’ordine che provano a far rispettare le leggi e spesso sono oggetto di aggressione fisica oltre che verbale; assolutamente ingiustificabili le reazioni violente contro gli operatori dell’informazione che si vorrebbero zittire con pestaggi, tipici di realtà vicine a noi geograficamente ma molto distanti dal nostro modo di pensare.
A tutto ciò non può bastare come risposta la solidarietà delle tante persone perbene della nostra città verso le vittime di certa delinquenza. Sono necessari ed improcrastinabili progetti mirati che blocchino sul nascere questa nuova ondata demenziale; progetti che vanno pianificati di concerto tra le Istituzioni amministrative e le forze dell’ordine ed invocando leggi più severe e pene più certe di quanto in realtà non siano oggi per reati come quelli descritti che minano la serenità d’intere popolazioni.
 

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Giombattista ballarò
Titta ballarò
Ballarò
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