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Quando il profitto confligge col rispetto delle persone…

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Quando il profitto confligge col rispetto delle persone… Quando il profitto confligge col rispetto delle persone…

Si è cominciato con la sperimentazione che non è mai finita, si è continuato con l’estensione delle domeniche lavorative a quasi tutto l’anno, si è arrivati a rivoluzionare il concetto di riposo settimanale dei lavoratori e persino quello del rosso in calendario che un tempo significava certezza di non lavorare. L’alibi più ricorrente a questa grave anomalia che grava sulla pelle dei lavoratori del commercio è quello della crisi economica che impone sacrifici per evitare chiusure e fallimenti. Ma si tratta solo d’un alibi che non regge all’evidenza dei fatti. Le attività commerciali, per effetto d’una minore disponibilità di liquidità che riguarda oltre il 70% delle persone, “leccano sarda” nei giorni feriali; come si può pensare che come per magia la domenica o un giorno festivo scompaia tale problema e tutti si riversino nei negozi a fare shopping? Si tratta invece della sempre più diffusa propensione a non tener conto del diritto dei lavoratori al riposo domenicale e/o festivo, sancito da vecchi accordi sindacali e violato da norme mai scritte che concedono priorità al profitto. Il problema, che prim’ancora che di natura sindacale ha rilevanza sociale, non è di facile soluzione ; i lavoratori non si ribellano a tale stato di cose per timore del licenziamento e della facile sostituzione in virtù della grande offerta esistente tra coloro che non hanno un lavoro; i sindacati lanciano deboli ed inefficaci messaggi di non condivisione ma nulla fa presagire che il problema possa avviarsi a soluzione; sta di fatto che la situazione determinatasi pone problemi ad un gran numero di lavoratori che non godono più del diritto di riposarsi la domenica o di organizzare alla pari di altri un giorno festivo. Poiché pare che nessuna disponibilità a soluzione del problema possa emergere volontariamente da parte di questa categoria d’imprenditori, probabilmente, la soluzione va ricercata ad un livello diverso, ovvero dalle Istituzioni locali, finora eccessivamente permissive, che dovrebbero stabilire se la priorità debba essere la tutela dei diritti dei lavoratori o l’improbabile profitto dei datori di lavoro.
(Foto di repertorio)

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Giombattista ballarò
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