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Solidarietà a Paolo Borrometi

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Solidarietà a Paolo Borrometi Solidarietà a Paolo Borrometi

La mia solidarietà al collega Paolo Borrometi per ciò che è accaduto ed ha subito: ferite che colpiscono l'anima prima ancora che il corpo "ammaccato". Auspico che questo diventi presa di coscienza e consapevolezza pubblica. L'intolleranza verso i giornalisti e soprattutto verso la libertà di espressione (ovviamente, nei canoni e nei confini previsti dalla legge, dal buon senso, dai doveri etici e dalla legge morale che è dentro ciascuno di noi) è una deriva che può avere conseguenze pesantissime per la libertà sociale. Questo clima di intolleranza viene alimentato da più parti, dai "poteri forti", che spesso vanno a braccetto o sono un tutt'uno anche con alcuni settori della politica. In questo paese si va a mode: a volte si colpiscono e si vituperano i magistrati, a volte i giornalisti. E' una deriva pericolosa. Quando si colpisce un giornalista, in questo modo (ed è accaduto anche altre volte) paga un prezzo non solo la persona, ma anche la democrazia, la libertà di espressione e la "qualità" della vita civile. I giornali ed i giornalisti possono sbagliare e certamente sbagliano tante volte (io sono tra questi, il mio lavoro quotidiano è costellato di errori e ringrazio chi, di recente, me ne ha segnalato alcuni ...), ma mai può essere messa a repentaglio la libertà di espressione. Diceva un giornalista inglese nel secolo scorso. "I giornali hanno un solo dovere: quello di essere MOLTI!"). Io sono d'accordo solo in parte, perché i giornali hanno e devono avere anche altri doveri, ma la pluralità delle voci libere è un valore essenziale della democrazia. In uno Stato che si avvia ad approvare la legge Italicum (molto simile alla legge Acierbo, la ricordate?) gli spazi tra chi governa ed i cittadini si allargheranno sempre di più, diventeranno un baratro. Sarà sempre più facile "imporre" ciò che i cittadini non hanno mai scelto e non hanno la possibilità di criticare perché, a poco a poco, si chiuderanno gli spazi di democrazia e di libertà di espressione. Per chi ha buona memoria, ricordate che questi erano i programmi della "P2", che hanno trovato attuazione in questi anni attraverso vari governi, ma soprattutto attraverso uno di essi. Rileggere gli atti della commissione presieduta da Tina Anselmi può essere esercizio utile. Grazie, Paolo, per il tuo lavoro e per il prezzo che hai pagato per tutti noi! 

Francesca Cabibbo

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Comiso
Ragusa
Francesca cabibbo
Paolo borrometi
Articolo diRedazione

Quotidiano di Ragusa

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