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Caro amico ti scrivo così mi distraggo un pò...

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Caro amico ti scrivo così mi distraggo un pò... Caro amico ti scrivo così mi distraggo un pò...

Caro amico Matteo, ti scrivo, ma in realtà non per distrarmi un po’ come recita il testo d’una famosa canzone dell’indimenticato Lucio Dalla, quanto per esternare alcune mie considerazioni sul tuo ruolo di capo del governo. Peraltro, viviamo un momento storico nel quale nessuna distrazione è concessa dovendoci preoccupare di problematiche assai complesse grazie a chi per almeno un ventennio ha fatto finta di governarci mentre in realtà è riuscito solamente a creare delle condizioni socioeconomiche che non hanno precedenti nell’era repubblicana. Nessun giudizio definitivo sul tuo operato in virtù del fatto che è troppo breve il periodo nel quale espleti il ruolo di primo ministro e pertanto sarebbe affrettato e probabilmente sbagliato. Il tuo dinamismo, il coraggio con il quale tenti di smontare vecchie e nocive logiche del potere, caro amico, fanno ben sperare che qualcosa di nuovo possa concretizzarsi per questo paese martoriato da ruberie, opportunismo, incompetenza e qualunquismo d’una classe dirigente che ha pensato solo al personale arricchimento, portando alla miseria larghe fasce della popolazione con tasse e balzelli d’ogni genere per garantire comunque il mantenimento delle loro mangiatoie sempre piene e poter continuare a saziare se stessi e i numerosi servi di corte.
Auspico che tu sappia schivare i numerosi colpi di cannone che rivali politici ma soprattutto compagni tuoi di partito sparano a raffica senza pietà con la speranza di colpirti e togliere di mezzo un soggetto che con convinzione vuole tentare la via d’una maggiore equità sociale e varare delle riforme che rendano più credibile un paese che al momento lo è poco. Certo, anche gli alleati di governo sono dilettanti allo sbaraglio della politica, altrimenti non parlerebbero del tuo partito come il nemico da abbattere; sono ridicoli e non conoscono il significato etimologico del termine coerenza. Ho condiviso invece l’apertura al confronto con Forza Italia in quanto le riforme vanno fatte non a colpi di maggioranza ma col buonsenso della pluralità, pur consapevole che tale atto di democrazia ha implicitamente rimesso il cavaliere in sella.
Hai promesso, e sono certo che manterrai l’impegno,che dal mese di maggio i lavoratori dipendenti con un reddito annuo lordo non superiore a 25 mila euro, troveranno in busta paga circa 80 euro in più, convinto del fatto che questa operazione contribuirà a rimettere in moto i consumi. Chi ti scrive, amico mio, fa parte di coloro che usufruiranno di questo incremento reddituale, eppure, reputo ingiusto che tu abbia deciso di dare una boccata d’ossigeno ai lavoratori dipendenti, non tenendo conto della situazione che vivono i circa sette milioni di pensionati al minimo, quelli che debbono campare con 400/500 euro al mese. Personalmente, sarei felice di rinunciare al previsto aumento se intervenissi sulle pensioni dei nostri padri,costretti a rovistare nei contenitori della spazzatura nel tentativo di trovare qualche foglia d’insalata di scarto o qualche frutto semimarcio. E’ insopportabile che in un paese civile si assista a tali scene! E’ disumano che chi si è sacrificato l’intera vita per far vivere dignitosamente la propria famiglia, nell’ultimo tratto della propria esistenza sia costretto a vivere da barbone. Matteo, hai intrapreso una strada che sicuramente è costellata da mille insidie, la vera differenza la farà un progetto di maggiore equità sociale; continua a tagliare sprechi e privilegi, continua a ridimensionare l’enorme potere della burocrazia, ma poniti l’obiettivo di dare dignità ai nostri pensionati che sono poveri non perché hanno scialacquato ma perché l’anello più debole d’una catena che ha pagato i misfatti di tutti i ladroni succedutisi nel tempo.
Matteo, oggi sei la speranza per molti, comportati in maniera da non diventare l’ennesima delusione della politica italiana.
 

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Matteo renzi
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Titta ballarò
Ballarò
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