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L'abolizione delle Province e l'istituzione dei Liberi Consorzi comunali

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L'abolizione delle Province e l'istituzione dei Liberi Consorzi comunali L'abolizione delle Province e l'istituzione dei Liberi Consorzi comunali

La casta siciliana, come preannunciato circa un anno fa, ha abolito le nove province siciliane e nei prossimi sei mesi nasceranno le aree metropolitane di Catania, Messina e Palermo e nove consorzi di Comuni che a prescindere dalla novità nel nome di fatto sostituiranno in tutto le Province azzerate con l’aggravante che i consiglieri di tali consorzi non saranno più eletti democraticamente dai cittadini del territorio provinciale ma dai rappresentanti dei Comuni aderenti ai consorzi. Come sostengo da tempo, in politica non cambia nulla e se qualcosa cambia, il cambiamento è sempre in peggio! I mestieranti della politica ci hanno spiegato che le Province andavano abolite nell’ottica del contenimento della spesa pubblica e per ovviare alla presenza di quelle strutture intermedie tra Comuni e Regione che spesso non davano le risposte per le quali erano state create ma che erano vere spugne nell’assorbimento di grandi risorse economiche. Sono tra coloro che hanno avuto sempre tante perplessità sul ruolo delle Province, ma il loro azzeramento con la sostituzione dei succitati consorzi mi convince ancora una volta di più che se venisse istituito l’oscar della menzogna, nessuna categoria potrebbe competere per sottrarlo ai politici dei giorni nostri; nessuno potrebbe avere i requisiti di costanza nel tempo nel mentire, consapevolezza di farlo per il mantenimento del loro statu quo, radicamento della bugia nel loro stile di vita al punto che mentono e sono convinti di affermare la verità. Le Province non funzionavano come si pensava che dovessero? Bene, abolitele ma non create le stesse strutture cambiandone il nome! Crea però stupore che a cotanto pressapochismo politico, i cittadini cadano ancora nelle trappole dialettiche di codesti signori e perdano di vista gli elementi essenziali della questione, ovvero la futura impossibilità di esprimere i propri rappresentanti a livello provinciale e non individuare le menzogne poste in essere per continuare a sprecare pubblico denaro, semplicemente cambiando nome alle strutture inutili ma lasciando invariata la sostanza ossia la loro permanenza. Ed ancora più impressionante è la frenesia con la quale taluni cominciano a litigare per chi dovrà essere il Comune capofila dei costituendi consorzi, piuttosto che pretendere il diritto al confronto e la possibilità che chi si dice nostro rappresentante, possa nei fatti tener conto dell’opinione del rappresentato. Penso infatti che le strategie dei nostri politici siano sempre destinate al successo per questo nostro modo d’essere.
Se lo scopo fosse stato davvero quello del contenimento della spesa pubblica, si sarebbero dovute abolire le Regioni, dove il magna magna, gli sprechi, e le presunte connivenze con il malaffare(seguiremo gli sviluppi delle indagini appena cominciate) sono così imbarazzanti, che il loro mantenimento costituisce una vergogna nazionale.Ma evidentemente queste strutture mangiasoldi sono supportate in maniera così forte da certi poteri che ipotizzarne la loro scomparsa è vera utopia. Sarebbe già un successo per noi cittadini riuscire a persuadere i politici a non mentire in maniera così spudorata perché offendono la comune intelligenza ma andrebbe al contempo auspicato che noi cittadini sapessimo individuare le trappole che ci vengono tese, guardando alla sostanza delle questioni e pretendendo il diritto all’ascolto.
 

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Giombattista ballarò
Abolizione province
Titta ballarò
Ballarò
Commenti
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