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Non si può essere top manager se non si è uomini equilibrati!

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Non si può essere top manager se non si è uomini equilibrati! Non si può essere top manager se non si è uomini equilibrati!

In Italia non si finisce mai di sorprendersi ! E’ di questi giorni la notizia che l’amministratore delegato delle ferrovie dello Stato, replicando all’annuncio del premier Renzi in merito ai tagli che ha intenzione di operare sui compensi ai dirigenti pubblici, ha dichiarato che se il suo stipendio dovesse subire decurtazioni andrebbe all’estero.
Il signor Moretti guadagna 850.000 euro l’anno e vive in un paese nel quale c’è tanta gente che dopo essersi rotta la schiena per 40 anni è costretta ad andare avanti con 4.800 euro l’anno e tanti giovani che sono costretti ad andare in altri Stati per dimostrare la propria intelligenza e preparazione.
Forse molte di queste persone, condannate alla miseria da uno Stato iniquo e spesso succube di alcuni personaggi, non avranno le capacità manageriali del signor Moretti; forse altre, condannate all’emigrazione ancorchè capaci forse più di quelle che compongono la classifica dei top manager , non avranno avuto il culo di trovarsi al posto giusto nel momento giusto, o forse costui è stato molto più bravo di altri nel far funzionare la lingua che spesso sopperisce ad ogni altro merito. Comunque stiano le cose, credo che ci sia tanta iniquità tra il suo compenso o quello dei suoi omologhi ed il salario d’un comune lavoratore.
Ammesso che il signor Moretti sia un genio nella gestione delle imprese, a me pare che in un’Italia che si trova ad un passo dal fallimento, dove l’80% della popolazione tribola tutti i giorni, affermare che se il Governo dovesse tagliare il suo stipendio, andrebbe a lavorare all’estero, denota scarso equilibrio e mancanza di rispetto per tutti gli altri cittadini e per chi vuole tentare con ogni mezzo il salvataggio di questo paese.
Certo, non mi sarei aspettato che tutti i dirigenti applaudissero Renzi o che di propria iniziativa proponessero un aggiustamento al ribasso dei propri stipendi, perché non ho mai visto nessun chirurgo operarsi da solo, ma quantomeno sarebbe stato apprezzabile un atteggiamento di disponibilità a recepire un messaggio divenuto improcrastinabile per la salvezza del nostro paese.
Se fossi io il primo ministro, non darei il tempo al signor Moretti di recarsi altrove, lo manderei subito, magari in Germania, offrendogli in tal modo l’opportunità di guadagnare il triplo del suo attuale compenso, giusta sua precisazione.
Ma lo sa il signor Moretti quanti giovani professionisti potrebbero prendere il suo posto piuttosto che emigrare ed ottenere gli stessi risultati ch’egli vanta? O forse pensa d’essere l’unico uomo in terra a saper amministrare grandi società?
Spero che il Presidente del Consiglio concretizzi presto gli annunci fatti ed intervenga sullo stipendio del signor Moretti così come dovrà fare su quelli di tanti altri dirigenti pubblici, in primo luogo per motivi di equità sociale e poi perché il paese ne ha bisogno e non è più tollerabile che a pagare siano sempre i soliti noti, anzi i soliti fessi.
Se a questo provvedimento dovesse seguire la rinuncia di qualcuno di costoro, beh, la gioia di molti italiani sarebbe doppia; troverebbe spazio qualche giovane meritevole e sarebbe andato fuori qualche manager, probabilmente capace ma poco equilibrato nella veste d’uomo.
 

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