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Noi, schiavi in libertà!

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Noi, schiavi in libertà! Noi, schiavi in libertà!

Quante volte abbiamo sentito affermare ai nostri rappresentanti istituzionali che l’Italia è un paese libero e democratico? Tante, troppe volte, fino al punto da risultare nauseante, anche perché l’affermazione con la quale costoro si riempiono le bocche, è decisamente sempre meno vera. L’articolo 1 della nostra Costituzione recita che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Con una disoccupazione giovanile al 40%(tra le più alte d’Europa) , con un esercito di senza lavoro ultracinquantenni ,fuori dal mercato del lavoro e distante dal pensionamento, complice la crisi economica ma anche una fiscalità altissima ed insostenibile per le imprese e con soluzioni che ,a prescindere dai proclami, sono ben lontane dal vedere la luce, mi sembra falso poter sostenere quanto i padri costituenti avevano previsto quale assoluta priorità. Andrebbe cambiato l’articolo 1 della Costituzione o le teste di chi governa? La nostra carta costituzionale prevede altresì che la sovranità appartenga al popolo. Oggi, nei fatti, nessuna sovranità è riconosciuta ai cittadini, i quali, per interessi della casta che mira a difendere il potere raggiunto, sono stati scippati persino del diritto di esprimere i propri rappresentanti in Parlamento. Questa è violenza della democrazia! Realmente, la sovranità del nostro popolo viene gestita da circa mille persone che, in virtù della rassegnazione alla quale sono pervenuti i cittadini, reduci da decenni di chiacchiere e menzogne ,continuano a fare il bello e cattivo tempo in barba a quanto sancito dalla carta della nostra repubblica che qualcuno si ostina a definire ancora democratica. Siamo ancora un popolo libero e democratico o schiavi in libertà ?
Ad ogni cambio di primo ministro, avvertiamo qualche colpo di coda i cui effetti reali non capita mai di vedere. Anche il toscano Renzi non ha mancato di dare il suo colpo di coda, vendendo 100 auto del parco macchine dello Stato che complessivamente è di 57.000. Oh Matteo, ma chi prendi in giro? Se vuoi dare un segno reale del cambiamento,le devi vendere tutte 57.000 ; “ccu vù ‘mparau ù dutturi” (traduzione incazzata di: ve lo ha prescritto il medico) che un parlamentare, oltre ai tanti privilegi di cui gode, oltre al compenso(il più alto in Europa), debba viaggiare a spese del contribuente che non ha più lacrime da versare?
E siccome il giovane toscano vorrà passare alla storia per il presidente del Consiglio più veloce di tutti gli altri, ha promesso agli italiani che dalla fine di maggio i lavoratori dipendenti troveranno in busta circa 80 euro in più per sgravi fiscali. Bene, ma solo se, come si vocifera, quello che dovrebbe entrare dalla porta non ci si affretta a farlo uscire dalla finestra. Se le voci che già circolano circa una possibile revisione delle pensioni di reversibilità o l’ipotesi sciagurata di andare a toccare quei pochi risparmi delle famiglie, beh caro Renzo, sei peggio degli altri tuoi predecessori. Se vuoi essere equo, comincia col tassare le grandi rendite, col ridimensionare i compensi dei parlamentari, portandoli nella media europea e varando finalmente una legge che se un parlamentare viene beccato con le mani nella marmellata, dovrà essere espulso vita natural durante da ogni incarico pubblico e da qualsiasi attività politica. Non vogliamo furfanti nemmeno nelle segreterie dei partiti! Potrei ancora andare avanti per un bel po’, tante sono le anomalie del nostro paese per colpa di politici inadeguati, ma non voglio annoiare nessuno o contribuire a deprimere più di quanto tanti cittadini siano già; concludo pertanto con l’auspicio che l’attuale classe dirigente sappia fare meno parole ma molti più fatti, perché questo popolo è stanco di parole ma tanto bisognoso di fatti concreti.
 

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Titta ballarò
Giombattista ballarò
Ballarò
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