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Paradossi della cultura o scherzi della senilità?

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Paradossi della cultura o scherzi della senilità? Paradossi della cultura o scherzi della senilità?

Oggi, su un quotidiano on line, ho letto un articolo d’un personaggio della politica nostrana degli anni scorsi che mi ha talmente sorpreso, per alcuni versi sconcertato, che l’ho riletto due volte, sperando d’aver interpretato male il suo pensiero. Forse perché quando ad una persona si riconosce un indiscusso livello culturale si pensa che questo sia accompagnato da equilibrio e vedute lungimiranti, leggere alcune riflessioni che vanno in direzione diametralmente opposta da tale generico giudizio, lascia basiti e viene spontaneo chiedersi se certi pensieri esplicitati da taluni costituiscano paradossi della cultura o più semplicemente scherzi provocati dalla senilità dei soggetti in questione.
Il tema affrontato da questo signore è quello della presenza delle donne nella politica e nelle Istituzioni e l’autore del lungo articolo si chiede perché le donne si sentono legittimate a presenziare in maniera paritaria in tali ambiti.
Con altrettanto spirito di provocazione mi viene da chiedere a costui dove stia scritto che debbano prevalere i maschi nei posti che contano e perché le donne non debbano ambire alla parità di prospettive.
Ma stranamente, nel bel mezzo di questo articolo emerge una contraddizione che si può perdonare ad uno sprovveduto e non a chi gode d’una riconosciuta esperienza in campo politico e di conoscenze socioculturali che dovrebbero preludere a tutt’altre considerazioni. L’autore afferma che la democrazia e la sua qualità esistono a prescindere dalla presenza delle donne nelle Istituzioni; essa si esplicita attraverso il voto degli elettori.
Considerazione scontata quanto contraddittoria! Come fanno gli elettori ad eleggere una donna se non le viene riconosciuta la possibilità di candidarsi alla pari dell’uomo?
A mio modesto parere invece, la democrazia non viene violata nel caso in cui le segreterie dei partiti non continuino a decidere se e quante donne candidare nelle proprie liste ma , sulla base d’un principio meritocratico, termine sconosciuto nel linguaggio dei politici vecchi e nuovi, le donne abbiano i requisiti per scommettersi nelle Istituzioni. Nessuna gentile concessione ma un fatto di civiltà riconoscere pari opportunità alle donne in ogni ambito della società!
Non mi sconvolgerebbe affatto che le liste per le future elezioni fossero composte da sole donne, laddove si riconoscesse loro la capacità di dare un contributo all’uscita dalle nebbie fitte che avvolgono il paese.
O le donne, a parere di qualcuno, vanno sempre guardate come esseri inferiori, meno capaci dell’altro sesso? Ormai è acclarato anche da un punto di vista scientifico che le donne siano più determinate, più oculate nelle scelte e spesso più intelligenti dei loro simili al maschile. Chi avesse dubbi, basta analizzare con serenità di giudizio i guai provocati in ogni ambito dai maschi in ogni settore della società.
 

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Giombattista ballarò
Ballarò
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