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Discorsi da statisti, promesse da marinai e comportamenti da comici dilettanti

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Discorsi da statisti, promesse da marinai e comportamenti da comici dilettanti Discorsi da statisti, promesse da marinai e comportamenti da comici dilettanti

Cambiano i governi, si avvicendano i primi ministri , si sostituisce qualche sottosegretario, ma una cosa rimane immutata in tutti coloro che riescono a spiccare il volo per uno dei palazzi più ambiti d’Italia: la capacità di pronunciare dei discorsi da veri statisti all’atto del loro insediamento.
Certamente disporranno di addetti stampa capaci ma che non faranno alcuna fatica a preparare i discorsi dei premier, perché, a differenza d’una volta, quando le linee programmatiche differivano da partito a partito, oggi, i discorsi sono tutti uguali a prescindere dall’appartenenza di partito.
Si è visto con Berlusconi, prima leader di forza Italia, poi del popolo delle libertà e successivamente, per un ritorno di fiamma, ancora leader del suo primo amore.
Si è continuato a vedere col governo dei professori, tutti bocconiani che hanno dato un’altra bella botta al paese; poco o nulla è cambiato col premierato di Letta, e se si prescinde dalla battuta facile e dal visino di ragazzo furbetto, nulla è cambiato nemmeno nel discorso d’insediamento del governo Renzi.
Bei discorsi da statisti consumati, il cui unico interesse è rappresentato dalla salvezza della Nazione e dal benessere dei cittadini, a partire dai ceti meno abbienti; priorità alla scuola e al reddito d’imprese e lavoratori per rimettere in moto i consumi; consapevolezza del rispetto degli impegni assunti con l’Europa ma nessuna disponibilità a fare gli scolaretti della signora Merkel. Come si potrebbero contestare simili programmi? A volte persino ci si commuove a sentirli! Peccato che diventano tutte promesse da marinaio ed ancora una volta si è costretti a prendere atto che chi decide di fare politica è preparato per prendere in giro la gente.
La legge elettorale, sebbene ancora non varata, è stata profondamente modificata rispetto alle intenzioni iniziali del PD e dello stesso Renzi. Come si può non pensare ad accordi sottobanco con l’opposizione? E l’opposizione che tutti i giorni ripete di voler dare una mano nel varo delle riforme, come può un attimo dopo sproloquiare nei confronti di chi sostiene di voler appoggiare per il bene del paese?
 

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Discorsi da statisti
promesse da marinai e comportamenti da comici dilettanti
Titta ballarò Giombattista
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