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Viaggio nella letteratura iblea tra ‘800 e ‘900 al Caffè Quasimodo

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Viaggio nella letteratura iblea tra ‘800 e ‘900 al Caffè Quasimodo Viaggio nella letteratura iblea tra ‘800 e ‘900 al Caffè Quasimodo

Ancora un appuntamento sulle orme della memoria al Caffè Letterario Quasimodo di Modica. E’ stato dedicato ad autori iblei vissuti tra l’800 e il ‘900 ed ha offerto  al pubblico un viaggio all’interno della

Ancora un appuntamento sulle orme della memoria al Caffè Letterario Quasimodo di Modica. E’ stato dedicato ad autori iblei vissuti tra l’800 e il ‘900 ed ha offerto  al pubblico un viaggio all’interno della poetica e del pensiero di tre autori iblei: Giuseppe Iozzia Fronterrè, poeta satirico ispicese soprannominato “l’indemoniato”, vissuto tra il 1865 e il 1923; Benedetto Ciaceri, nato a Pozzallo nel 1902  ma vissuto a Modica, scrittore di numerosi racconti e  romanzi e commediografo; Carmelo Pluchinotta, nato a Pozzallo nel 1922,  poeta,  pittore e fine intellettuale del primo Novecento.

A leggere i testi degli autori, intercalati dalle esibizioni musicali di Sergio Civello al pianoforte,  sono stati Daniele Voi e Giovanna Drago, mentre Domenico Pisana,  Presidente del Caffè Quasimodo, ne ha tracciato la fisionomia, l’opera e il pensiero subito dopo l’introduzione di Salvatore Paolino.

“I versi delle satire di Papè Iozzia Fronterrè – ha affermato Pisana -  stigmatizzano alcuni comportamenti morali  della società ispicese  alla fine dell’800 . Sono satire  contro l’adulazione, contro i leccapiedi , contro quelli che il poeta chiamava “sparapauli” cioè imbroglioni, contro  certi personaggi che rivestivano cariche pubbliche e politiche, e per questo l’unico suo libello ritrovato “Incomincia La Solfa  dei documenti” venne sequestrato per sentenza del Tribunale di Modica nel 1898.  Interessante anche lo spaccato offerto da Pisana su Benedetto Ciaceri, la cui intensa e prolifica  attività di commediografo, romanziere e scrittore   rappresenta, per Modica in particolare, dove visse fino a circa 20 anni, un tassello di interessante livello letterario, ed è per questo che la famiglia si sta facendo promotrice, attraverso il nipote ing. Gianbattista Giuseppe Floridia che vive a Milano, del recupero di tutta la sua  produzione. Benedetto Ciaceri  in tutta la sua opera narrativa ha mostrato  un livello di sicilitudine che ha fatto della sua terra la vera protagonista dei  romanzi e dei racconti, riscuotendo consensi da parte di critici come Possenti per il teatro, e Secchi, Venturi, Morini, Santandrea, Napolitano, Petralia per la narrativa.

Sulla figura di Carmelo Pluchinotta Domenico Pisana ha infine portato la sua testimonianza personale caratterizzata da una fitta corrispondenza epistolare,  evidenziando come  l’attività pittorica e poetica di Pluchinotta fosse connotata da ironia, dissenso, rifiuto all’omologazione e dell’ipocrisia e bisogno di dare alla cultura una essenza di verità.   

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