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L'Italia, prima costringe alla fuga dei cervelli e poi con l'emigrazione dei pensionati - Quotidiano di Ragusa
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L'Italia, prima costringe alla fuga dei cervelli e poi con l'emigrazione dei pensionati

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L'Italia, prima costringe alla fuga dei cervelli e poi con l'emigrazione dei pensionati L'Italia, prima costringe alla fuga dei cervelli e poi con l'emigrazione dei pensionati

Le nostre migliori teste, per esclusiva responsabilità degli uomini che hanno finto di governare il nostro Paese nell’ultimo ventennio, sono state costrette ad emigrare in altri Stati meno miopi del nostro, dove la cultura e la conoscenza nelle varie branche del sapere vengono ricercate ed apprezzate con la consapevolezza che una società cresce in virtù della conoscenza in ogni ambito, e laddove si ha tale lungimiranza, s’investe e ci si circonda di persone che potranno contribuire alla crescita civile, economica e culturale di quello Stato. I nostri governanti, invece, dopo avere per decenni contribuito alla rovina del nostro Paese, continuando a muoversi da armata brancaleone, convinti di rimediare ai guai provocati, legiferano, introducendo tagli alla ricerca, all’università, insomma a ciò che dovrebbe essere tutelato con le giuste risorse poiché rappresenta la speranza di miglioramento della nostra società.

Ma per loro il problema non si pone, perché se hanno dei figli che studiano, questi,grazie agli intrecci che i loro padri (anche madri) si sono costruiti durante il periodo del loro “regno”, ancor prima di avere la laurea in tasca, sapranno dove andare a lavorare o pur non lavorando a garantirsi un lauto stipendio. Pensate che una banca possa negare un posto ad un figlio di parlamentare o di ministro ? Ritenete che a tutti quelli che occupano i Palazzi del potere possa mancare la possibilità d’una scrivania per un proprio familiare all’interno d’un Ministero?

A pagare le conseguenze dell’inettitudine della nostra classe dirigente, è sempre il popolo che di potere non ne ha mai avuto e deve contare solo sulle proprie capacità che ,purtroppo da tempo, da noi non sono riconosciute. Dopo il danno arrecato al Paese dalla miopia dei nostri politici che di fatto ha costretto tante intelligenze a lavorare per altre Nazioni, c’è in atto una crescente ondata di migrazione dei pensionati italiani verso i Paesi dell’est, in particolare la Bulgaria, dove il pensionato italiano che da noi è costretto alla miseria,vive decorosamente. Si tratta d’una emigrazione coatta, anche se nessuna coercizione viene esercitata, ma di fatto, doversi imporre di  espatriare in nome della propria sopravvivenza, equivale ad una costrizione. Penso sia enormemente triste, dopo una vita di onesto lavoro, dopo aver contribuito alla crescita del proprio Paese, dover emigrare per non morire da pezzenti. Eppure, basterebbe una diversa coscienza di chi governa per ovviare a tale assurdità, come ad esempio, rinunciare a qualche proprio  privilegio per devolverlo alle fasce più deboli del Paese. Ma questa è fantascienza! Anche questa vicenda degli anziani costretti a lasciare i propri affetti, le proprie amicizie, la propria terra, per vivere con dignità gli ultimi anni della propria vita, è la conseguenza d’essere governati da inetti che certamente non saranno inseriti negli annali della storia quali statisti, ma sicuramente verranno ricordati per coloro che hanno devastato l’Italia in ogni senso. Poiché al peggio non esiste limite, aspetto che arrivi la successiva mossa che rafforzi ancor di più il concetto che si ha in Italia e non solo,d’una classe dirigente incapace, miope ed arrogante.

 

 

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Commenti
L'Italia, prima costringe alla fuga dei cervelli e poi con l'emigrazione dei pensionati
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Matteo, vorresti dire chiaramente agli italiani …osa vorresti fare?
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