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Natale, festa della natività e giorno di grande ipocrisia - Quotidiano di Ragusa
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Natale, festa della natività e giorno di grande ipocrisia

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Natale, festa della natività e giorno di grande ipocrisia Natale, festa della natività e giorno di grande ipocrisia

Passano i decenni, cambiano le abitudini e le condizioni economiche delle società, ma il 25 dicembre ,giorno in cui ricorre la festività cristiana che celebra la nascita di Gesù,rimane in assoluto la festa  più sentita da tutti.

Il Natale, più d’ogni altra festa è l’occasione per ritrovarsi con i familiari e trascorrere qualche giorno all’insegna della spensieratezza ed in alcuni casi con propositi effettivi di bontà d’animo.

Certo, nei decenni scorsi era ancor di più la festa per eccellenza, il momento atteso da tutti  per ritrovarsi con i propri cari;progressivamente però  il mondo è diventato più a portata di mano per tutti,ed oggi  non sono poche le persone che approfittano di queste vacanze invernali a cavallo tra Natale e capodanno per godere di qualche giorno di riposo e smaltire lo stress accumulato da settembre in avanti.

Tuttavia, Natale, per la stragrande maggioranza delle persone, continua a significare la festa che consente di stare con la famiglia.

Natale, però, non dovrebbe ridursi a piacevoli pranzi con le persone care o al regalino da scambiarsi con amici e parenti; dovrebbe anche rappresentare l’occasione per mostrarsi più buoni con quanti non hanno la fortuna di godere d’una famiglia o di poter festeggiare questo giorno alla pari di altri per motivi economici,facendoli sentire uomini tra gli uomini, all’interno del  calore d’una casa e dell’affetto di chi festeggia ,dimenticando per un giorno tutti i problemi dai quali ciascuno è assillato.

Da alcuni anni, la crisi economica che ha travolto il mondo ed i cui effetti da alcuni vengono paragonati a quelli prodotti da una guerra, ha generato tanti nuovi poveri che fino a poco tempo fa erano persone normali, lavoratori, con famiglie, che la perdita del lavoro ha reso indigenti, impossibilitati oggi, in mancanza d’un reddito persino a mangiare o ad avere un tetto sotto il quale ripararsi.

Mi piacerebbe che molti di noi, per la festa dedicata alla nascita di Cristo, non  fossero ipocriti, formulando auguri di buon Natale a destra e a manca e facendo finta di non capire che alcuni oggi ,degli auguri non sanno cosa farsene, hanno bisogno di calore reale e maggiore sensibilità da parte di chi ancora per buona sorte non è arrivato dove sono loro , spero non per sempre.

Questo è il Natale che mi piace pensare, questa la festa che potremmo condividere con chi è più sfortunato di noi, con la certezza che donare dà più gioia che ricevere, contrariamente a quanto pensano le tante vittime schiavizzate dal dio denaro.

So che anche dalle nostre parti qualche benefattore ,a cui va grande stima e rispetto, si sta muovendo nella direzione da me auspicata per garantire un giorno di serenità ad alcuni che senza di tale bontà d’animo vivrebbero il Santo Natale come il peggiore giorno dell’anno.

Buon Natale ai veri buoni, buon Natale ai nostri fratelli più sfortunati ed un augurio particolare a coloro che usciranno dal formalismo dell’augurio per adoperarsi in atti di concreta solidarietà umana attraverso cui proveranno grande gioia.

 

 

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