Ragusa, nel giorno di S. Lucia celebrazione eucaristica nel reparto di oculistica

E’ stata molto partecipata, caratterizzata da un’atmosfera gioiosa e solidale, l’iniziativa speciale tenutasi stamani e dedicata a quanti soffrono di patologie agli occhi. La celebrazione eucaristica nel segno di Santa Lucia, svoltasi nella struttura complessa di Oculistica dell’ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa, ha donato conforto e sollievo ai presenti. Nel corridoio del reparto, numerosi infermieri, medici e pazienti hanno presenziato alla messa presieduta dal nunzio apostolico in Bolivia, mons. Giambattista Di Quattro, con il direttore dell’Ufficio per la Pastorale della Salute, don Giorgio Occhipinti, e con il cappellano ospedaliero, don Luigi Di Quattro. Un’iniziativa dal forte valore simbolico, celebrata proprio nel giorno di Santa Lucia, protettrice della vista a causa del suo nome (da Lux, luce). Evidente, infatti, è stata l’emozione e la gratitudine nei volti dei presenti. Don Giorgio Occhipinti, dopo aver ringraziato coloro che sono intervenuti alla celebrazione eucaristica, ha dato la parola a Salvatore Azzaro, primario di Oculistica.

“Ringrazio il nunzio apostolico e don Occhipinti, oltre al nostro cappellano ospedaliero – ha detto il dott. Azzaro – per avere di nuovo ripetuto questa iniziativa davvero bella e importante riservata ai nostri pazienti oltre che al nostro personale che si occupa di loro ogni giorno, nonostante le difficoltà. Anche il nostro ospedale, però, cerca di offrire significativi servizi ai pazienti. Ci adoperiamo al massimo per riuscirci”. Le parole del primario hanno colto il senso di tale iniziativa, tanto che il nunzio apostolico, dopo averlo ringraziato per il suo intervento, ha sottolineato l’importanza dell’impegno quotidiano del personale ospedaliero a fianco degli ammalati. “Per vedere Dio non da stranieri – è stato chiarito durante la celebrazione eucaristica – ci vogliono occhi nuovi. È necessario il superamento di ogni patologia per vedere oltre il velo. Questo è l’insegnamento che ci ha lasciato Santa Lucia. L’augurio, quindi, è di seguire il suo esempio per poter vedere non solo ciò che è visibile, ma anche ciò che non lo è”. A conclusione della messa, don Giorgio Occhipinti ha evidenziato il taglio solidale delle iniziative realizzate dalla Pastorale per la Salute durante l’Avvento ed ha invitato i presenti a vedere le necessità dei fratelli e ad interrogarsi su “come sono i nostri occhi”, nel segno di Santa Lucia. Ha poi tratteggiato brevemente alcune informazioni legate alla storia della santa e al martirio che la stessa subì, facendola diventare un simbolo che, nel corso delle generazioni, ha sempre riscosso grande attenzione e devozione da parte dei fedeli. “E siamo contenti, ancora una volta, di essere qui oggi – ha spiegato don Occhipinti – per parlare del suo sacrificio e della sua purezza, del suo essere vicina a Dio, ad ogni costo. La storia di Santa Lucia dovrebbe forse essere studiata con maggiore attenzione perché offre degli spunti molto interessanti che possono adattarsi alle mille realtà odierne, le stesse con cui si confronta la nostra società. Una storia di coerenza e di determinazione, un atteggiamento di vita scevro da ogni tipo di contraddizione. Siamo stati molto soddisfatti per avere portato la nostra testimonianza in un luogo di sofferenza come l’ospedale. Del resto, dovrà essere questo, sempre più, l’impegno spirituale di chi crede. Stare vicino a chi soffre”.