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Essere un paese civile vuol dire anche strutturarsi per dare dignità alla morte

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Essere un paese civile vuol dire anche strutturarsi per dare dignità alla morte Essere un paese civile vuol dire anche strutturarsi per dare dignità alla morte

Sappiamo tutti che da qualche anno le comunità locali soffrono sempre più della mancanza di spazi cimiteriali e talvolta dell’impossibilità d’ipotizzare necessari ampliamenti per dare risposta alle esigenze di chi passa a miglior vita (si spera).

Ciò malgrado, l’ignavia e la miopia politico-amministrativa di chi ci rappresenta, non fa nulla per ovviare al problema che diverrà sempre più irrisolvibile, forse perché se costoro non si preoccupano della vita dei loro concittadini, figuriamoci se possono preoccuparsi della loro morte e del rispetto delle loro scelte. La cremazione è una pratica antichissima in uso presso popoli diversi e di varia cultura che negli ultimi decenni è apparsa anche in Italia e, che grazie alla federazione italiana per la cremazione che già conta 140.000 iscritti,  va assumendo proporzioni sempre maggiori.

In un Paese nel quale i rappresentanti istituzionali e gli amministratori ai diversi livelli, non pensassero al proprio interesse e facessero a meno di buttarsi fango addosso tra i diversi partiti politici, avrebbero il tempo per essere più propositivi e dare concreti segnali di rispetto alle scelte che i cittadini vanno maturando.

Peraltro, non hanno neanche l’alibi dell’impossibilità economica poiché le Regioni, compresa la Sicilia,finanzia la spesa per la realizzazione degli impianti crematori ed anche i costi sostenuti per le campagne informative.

Le persone che scelgono in vita di non essere depositate sottoterra al momento della loro morte sono in continua crescita; è normale che in tutta la Sicilia, l’unico impianto di cremazione sia a Palermo ed i familiari d’un defunto che abbia operato la scelta di essere cremato debbano sobbarcarsi ad un viaggio di 400 chilometri perché chi amministra i comuni della Provincia di Ragusa è amministrativamente miope?

Gli amministratori locali prendano atto che le scelte delle persone si evolvono e loro hanno il dovere, se vogliono essere ritenuti capaci e lungimiranti di seguire tali evoluzioni. In mancanza, abbiano la decenza di non autoproclamarsi rappresentanti del popolo.

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